Saturday, 08 March 08, 09:28 AM
Ieri ho letto questo:
Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha scatenato così gli applausi della folla dei tifosi dell'Inter Club di tutta Italia, radunati al teatro Smeraldo di Milano per festeggiare il
centenario della società
"L'Inter nel mondo è da sempre considerata la squadra di prestigio di Milano, non solo per quello che ha vinto, ma perchè non ha avuto mai problemi con la giustizia".
........e mi sono detto: "Mi sono perso qualcosa !?!?!?!?!"
Poi oggi ho letto:
In merito alle notizie apparse quest'oggi e relative alle dichiarazioni del presidente Massimo Moratti al Congresso Mondiale degli Inter Club, che si è svolto al Teatro Smerarldo in occasione del Centenario, la Società precisa che quanto riportato dà un significato diverso e non conforme al pensiero espresso dal Presidente.
Nel discorso in questione, preso nella sua totalità, s'intendeva far riferimento esclusivamente alle storiche vicende della Società nerazzurra senza nessuna intenzione di riferirsi all'altrettanto gloriosa storia del Milan.
In serata, il presidente Massimo Moratti ha parlato con Adriano Galliani, vice-presidente vicario e amministratore delegato del Milan, perché dispiaciuto dell'increscioso equivoco.
.........aaaaaaaah, mi sembrava di aver capito male ?!?!?!?
Va be, capita a tutti di sparerle grosse ogni tanto, in ogni caso auguri cari interisti.........ah dimenticavo, auguri a tutte le donne che frequentano OleOle.
Monday, 10 December 07, 03:59 PM
Week-end “fiacco” questo per i tifosi milanisti, con la squadra in Giappone per la coppa. Dal paese del Sol levante arrivano immagini ovattate degli allenamenti della squadra con al seguito centinaia di supporters giapponesi letteralmente impazziti per Kaka e compagni…. Che strani questi giapponesi, tutti con la loro bandierina e maglietta urlano come matti ad ogni cosa accada in campo…. pesandoci bene forse quelli strani siamo noi che seguiamo le partite bastoni, sassi e tombini!!!

Tornando al Milan, in assenza di partite, ci si dedica all’ennesimo tormentone Ronaldo che doveva fare del Mondiale per club la sua grande rinascita invece non si allena e quando esce dall’albergo lo fa per lo shopping!! Quindi per le partite giapponesi ci si affiderà ai “soliti” Gila e Inzaghi, che con il recupero di Ronaldo avrebbero dovuto farsi da parte (perché poi??) invece da 4 mesi tirano avanti la baracca….. Stando alle ultime Ronaldo dovrebbe essere comunque inserito nell’elenco ufficiale, ma le speranze di vederlo in campo sono azzerate.
In settimana è ripartito alla grande un altro succulento tormentone: Ronaldinho. E’ da 2 anni che i giornali tormentano l’anima ai tifosi milanisti sull’arrivo quasi imminente dell’asso brasiliano ed ora, grazie ad un po’ di maretta con il Barcellona e l’imminente riapertura del mercato invernale” la questione ha ripreso interesse……cosa non si farebbe per vendere qualche copia in più!!!
Con questi presupposti il mio fine settimana ha preso un indirizzo enogastromonico, praticamente ha fatto 2 giorni a mangiare e bere!!!! Tra un aperitivo, un pranzo e una cena sono comunque riuscito a seguire un po’ di calcio, sabato pomeriggio sono andato, dopo anni di assenza, al Rigamonti a seguire il Brescia che dopo un inizio travolgente ed una preoccupante serie nera, è ritornato alla vittoria contro il Modena restando in scia alle prime.
La domenica, dopo un pranzo un po’ troppo pesante a base di bolliti, lesso e cotechino, da buon milanista ho gufato un po’ l’Inter ma mi sono accorto che questi non li fermi nemmeno con il woo-doo…..pazienza mi sono detto, conosco un modo per ravvivare un pomeriggio indigesto (in tutti i sensi), Canale 5 + domenica pomeriggio = Buona Domenica = tette e culi :-p.
Ma, mentre pregustavo i primi piani del seno della Varone,
compare lui, l’uomo reso martire, l’uomo a cui hanno ucciso l’anima…….Luciano Moggi!!!!! NOOO……Moggi a Buona Domenica no, non sono riuscito ad ascoltare nulla di ciò che ha detto ( non è che mi interessasse….) poiché il mio corpicino non ha retto il trauma e mi ha abbandonato in un sonno profondissimo.
Fortunatamente questa settimana il Milan torna in campo, giovedì alle ore 11.30 italiane ci sarà la sfida con i “temibili” giapponesi dell’ Urawa Red Diamonds che oggi hanno sconfitto gli ancor più “temibili” iraniani del……non mi ricordo il nome, ah si Sepahan. Guardando gli highlights della partita ci si accorge subito del livello mediocre delle 2 squadre,quindi per perdere contro i giapponesi servirà una prestazione veramente orribile.
Wednesday, 31 October 07, 10:16 AM
Non avendo alle spalle una famiglia di calciofili ho trascorso i primi anni della mia vita senza pallone, mio padre era ed è un velista mentre mia madre è pseudo interista ma non conosce un solo giocatore della seconda squadra di Milano. E’ grazie ad un mio amichetto vicino di casa che scopro le bellezze del calcio e del Milan. Non che il Milan di quei tempi fosse gran che, (erano i tempi di Hateley e Wilkins) però mi piacevano i colori e lo stemma….da bambini ci si invaghiva con poco.
Ma un’estate del 1987 accadde una cosa che avrebbe trasformato una simpatia in un amore.
Il cigno di Utrecht, senza dubbio il più grande giocatore che abbia mai visto giocare con la maglia rossonera:
Marcel Van Basten il 31 ottobre 1964 a Utrecht, Paesi Bassi. Tra il 1970 e il 1981 cresce calcisticamente nelle squadre olandesi di Edo, UVV e Elinkwijk.
L'AFC Ajax è la prima grande squadra in cui Van Basten mette a disposizione il proprio talento. Esordisce a soli 17 anni nel campionato 1981-1982. Il suo esordio sembra un simbolico passaggio di
testimone: parte dalla panchina ed entra per sostituire Johan Cruyff, campionissimo dell'Ajax e simbolo della grande Olanda calcistica degli anni '70.
E' proprio Cruyff ad indicare Marco Van Basten come suo naturale sostituto: Van Basten si presenta al suo debutto nel migliore dei modi, con un gol.
Nel campionato 1982-1983 gioca con regolarità totalizzando 9 reti su 20 presenze. La stagione seguente a soli 19 anni, impressiona: 26 presenze e 28 gol.
Le tre stagioni successive saranno indimenticabili. Nel 1985-1986 diventa scarpa d'oro. Nel 1986-1987 l'Ajax partecipa alla Coppa delle Coppe e vince in finale grazie ad un gol di testa di Van
Basten, che poi conquisterà anche il premio "Bravo 1987" come miglior giocatore delle coppe europee.
In questi anni totalizza 133 presenze e 128 gol, è Miglior Marcatore nella Maggiore Divisione Olandese 4 volte consecutive (dal 1984 al 1987), vince 3 volte il Campionato di Prima Divisione
d'Olanda (1982, 1983, 1985) e
3 Coppe d'Olanda (1983, 1986, 1987).
E' il 1987 quando Van Basten, già notato da diverse squadre europee, viene acquistato dal Milan che lo soffia all'ultimo momento alla Fiorentina.
188 centimetri per 80 chilogrammi, noto per la sua classe e la sua eleganza con cui, rapidissimo, sembra danzare nell'area avversaria, nel 1987 approda a Milano per indossare la maglia rossonera,
che gli regalerà tante soddisfazioni. Sono gli anni in cui il presidente Silvio Berlusconi, grazie al prezioso lavoro del tecnico Arrigo Sacchi e all'apporto di numerosi talenti (tra cui i
connazionali Gullit e Rijkaard) porta l'undici milanese sul tetto d'Europa e del mondo.
Con la maglia rossonera, si presenta subito al suo nuovo pubblico, segnando un gran gol alla prima uscita in Coppa Italia contro il Bari. Segue il debutto in campionato a Pisa, anch'esso bagnato da un gol, ma i guai fisici tornano e arriva anche il primo stop: l'altra caviglia di Marco inizia a dar problemi dopo il match di Coppa UEFA con Espanyol. Si fa così nuovamente operare e il Milan lo perde per 6 mesi. Quando torna in campo, trova la sua squadra lanciata alla rincorsa del Napoli, in tempo per segnare i gol decisivi contro l'Empoli a San Siro e contro la squadra di Maradona, nell'importantissima gara giocata e vinta al San Paolo, che praticamente consegna lo scudetto alla squadra di Sacchi.
La stagione 1988/89 segna, oltre al ritorno dei rossoneri in Coppa Campioni dopo 9 anni, l'esplosione del campione olandese con la maglia rossonera. Marco, bersagliato nella sua prima stagione dagli infortuni, esplode con 32 gol ufficiali: 19 in campionato e 9 in altrettante gare in Coppa Campioni, che ne fanno il grande protagonista della cavalcata del Milan verso la coppa e lo portano a vincere il Pallone d'oro '88. Tra i momenti da incorniciare in Europa, il poker nei sedicesimi di finale contro il Vitocha Sofia, il gol decisivo nella drammatica sfida di Belgrado contro la Stella Rossa, lo splendido colpo di testa "a volo d'angelo" su cross di Tassotti contro il Real Madrid[2], una vera perla d'autore replicata da un altro gran gol nel 5-0 del return match del Meazza e la doppietta nella finale contro la Steaua Bucarest. A novembre, un suo gol al Barcellona contribuisce alla conquista della Supercoppa Europea. A dicembre, subito dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, van Basten stravince il secondo Pallone d'oro consecutivo, affiancando nell'albo d'oro del trofeo campioni storici del calibro di Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.
All'inizio della successiva stagione, van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre 2 mesi dopo. In campionato, vinto al fotofinish dal Napoli proprio ai danni del Milan, Marco realizza ancora 19 reti che stavolta gli valgono il primo titolo di capocannoniere in Italia. È però ancora in Europa che Marco e il Milan dominano. Dopo un cammino non agevole ma vincente, la squadra di Sacchi raggiunge una nuova finale grazie anche alle reti, tutte decisive, del suo centravanti (contro Real Madrid, Mechelen e Bayern Monaco). È il 23 maggio quando i rossoneri incontrano il Benfica al Prater di Vienna per l'atto conclusivo della Coppa Campioni. Le squadre stanche si studiano e non rischiano, c'è bisogno di un colpo di genio, di un numero imprevedibile che sconvolga i tatticismi dei due tecnici, Sacchi ed Eriksson. Non può che essere Marco a compierlo, con un'apertura illuminante di prima intenzione a liberare Frank Rijkaard verso il gol decisivo che regala la seconda Coppa Campioni consecutiva.
Sacchi subentra Fabio Capello. Con lui, van Basten e compagni riaprono un nuovo grande ciclo, quello degli Invincibili. Il centravanti inizia con un gol ad Ascoli alla prima giornata e prosegue con una marcia realizzativa inarrestabile che lo porta a conquistare nuovamente il titolo di capocannoniere con 25 realizzazioni, una quota che mancava in serie A da ben 26 anni. Tra i momenti più esaltanti della cavalcata del Milan e di Marco verso lo scudetto, il solito gol nel derby, l'assist e la prodezza aerea contro il Napoli nel 5-0 finale a Milano, le triplette con Foggia, Cagliari e Atalanta (quest'ultima nell'arco di 6 minuti). L'ennesimo primato individuale conquistato e la forza indiscutibile della squadra di Capello, concorrono a rafforzare l'ipotesi di una candidatura di Marco van Basten alla conquista di un clamoroso Pallone d'oro, il terzo della sua carriera.
Nel dicembre del 1992 van Basten vive forse il punto più alto della sua carriera con la conquista del terzo Pallone d'oro, pochi giorni dopo una memorabile prestazione in Champions League contro il Göteborg a cui rifila 4 reti, tra le quali una in rovesciata che rimarrà negli annali del calcio[4]. L'olandese aveva iniziato alla grande anche il campionato 1992/93 e nelle prime 5 giornate era già andato a segno 8 volte, quasi sempre con gol di notevole fattura. L'ultimo exploit di Marco nel campionato italiano, è quello realizzato al San Paolo di Napoli, uno stadio portafortuna, l'8 novembre '92. Il Milan vince 5-1 e quattro di questi gol sono suoi. Circa un mese dopo, sarà nuovamente riconosciuto a parere unanime come il miglior calciatore in Europa e a Parigi gli verrà consegnato il Pallone d'oro, il terzo della sua formidabile carriera. Giunto dunque al punto più luminoso della sua storia, van Basten deve ricominciare a combattere inutilmente con gli ormai noti guai alla caviglia.
A dicembre, infatti, il giorno seguente alla consegna del Pallone d'oro, van Basten decide di recarsi a St. Moritz per operarsi, rientrerà ad aprile nella trasferta di Udine subentrando dalla panchina ma giocando praticamente a scartamento ridotto e con dolori continui all'articolazione. Appena una settimana dopo, in Ancona-Milan, segna il suo ultimo gol in carriera con un imperioso stacco di testa. Disputata, contro la Roma, l'ultima partita in campionato della sua carriera, Marco viene tenuto a riposo per poter essere presentato al meglio nella finale di Champions League contro l'Olympique Marsiglia. Ma già alla vigilia, l'attaccante confessa di poter garantire appena il 70% del rendimento. Il proposito è quello di partire più da lontano e sferrare il colpo risolutore; l'occasione ci sarebbe, ma il portiere Barthez ha spesso la fortuna dalla sua. Il resto è cosa nota. Un gol di Boli alla fine del primo tempo consegnerà la coppa ai francesi, mentre per van Basten quella gara sarà l'ennesimo, ultimo calvario: i francesi, consci della sua pericolosità, si accaniscono sistematicamente su di lui con contrasti violenti, spesso sulla caviglia dolorante. Lui resta in campo per aiutare la squadra, ma le sue condizioni sono allo stremo: Marco si arrende a 5 minuti dalla fine e con lui il Milan, ma la vera sconfitta è che non lo si rivedrà mai più in campo. per farsi operare: la prognosi è di due-tre mesi ma la situazione si complica e il centravanti resta fermo per 4 mesi e mezzo.
Nel giugno del 1993, van Basten si sottopone al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi, trascorrono due anni nel tentativo di recuperare la piena efficienza fisica. Marco, che nel frattempo non perde occasione per seguire la squadra dalla tribuna, fa l'impossibile appoggiato anche dalla società che non si rassegna a considerarlo un ex ormai destinato al ritiro. Ma la situazione è ormai seriamente compromessa, i tempi di recupero vengono continuamente allungati e la data del rientro è solo un obbiettivo vagamente illusorio. Quando si riaggrega al gruppo per la preparazione estiva dell'estate del 1995, in molti tornano malinconicamente a sperare nel suo ritorno ma pochi giorni dopo, il cigno prende la sua decisione definitiva: non giocherà mai più a calcio. Ai microfoni, durante la conferenza stampa in cui dà l'annuncio, rivela: "Una settimana dopo l'inizio del ritiro ho fatto tutti i lavori con il gruppo, ma avevo troppi dolori. Così sono andato in Belgio, ho parlato con il dottor Martens e lui mi ha spiegato la situazione della caviglia e mi ha consigliato di smettere". Si chiude così, ad appena 29 anni, la carriera di quello che a tutt'oggi è ancora da molti considerato uno dei più grandi, se non il più grande, centravanti nella storia del calcio moderno.
Con il Milan vincerà tutto: 4 campionati (1988, 1992, 1993, 1994), 3 Coppe dei Campioni (1988, 1989, 1994), 4 Supercoppe Italiane (1988, 1992, 1993, 1994), 3 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1994),
2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990), realizzando 90 reti in 147 presenze.
A livello personale: 2 volte Miglior Marcatore della Serie A italiana (1990, 1992), 3 volte Migliore Giocatore Europeo (1989, 1990, 1992), Migliore Giocatore del Mondo nel 1988, Miglior Marcatore e
Migliore Giocatore del Campionato Europeo con 5 gol, nel 1988.
Auguri e grazie di averci regalato grandissime emozioni..........
Tuesday, 23 October 07, 10:10 AM
“E’ un po’ che non vado a S.Siro” dissi ad un amico qualche settimana fa, e lui :” Perché non andiamo?”, ed io “E sai com’è…è l’unico giorno che riesco a stare un po’ con la donna…però, forse………”. All’improvviso un dono del cielo…..domenica 21 ottobre sono libero, contatto l’amico che prenota i biglietti, bella storia, pensai, c’è anche il rientro di Ronaldo (…così mi dicevano!!!).
Finalmente è domenica….sveglia alle 10 (…con leggero cerchio alla testa dovuto alla serata precedente) colazione, doccia e si parte. La mattinata è fresca ma con un bel sole………si si, sarà una piacevole giornata!!! Ritrovo alle ore 11 a Desenzano per l’aperitivo e alle 12 arriva il pullman….
Si parte, siamo circa 40 persone del Milan Club, si comincia a parlare e ridere. Arrivano addirittura i panini con la coppa e la pancetta e del buon vino. Che bello!!!! Arrivo a Milano alle 14 circa….giusto il tempo di un mega panino con salamina e cipolle, birretta, caffè e sigaretta.
Entriamo all stadio, secondo arancio posizione centralissima, praticamente una figata…..come essere davanti ad un Tv lcd da 100000 pollici. C’è un bimbo a fianco che mi chiede i nomi di tutti i giocatori che fanno riscaldamento ed io, prontamente, lo accontento. Insomma, c’è allegria e un po’ di trepidazione…….addirittura Dida si scusa della cazzata vergognosa che fece 2 settimane fa…incredibile non si scusa con l’UEFA ma con noi si!!!!!
Comincia la partita…..dopo nemmeno un minuto Gila e Pippo si mangiano un gol incredibile. Ci siamo oggi si vince alla grande!!!!!!!!!!
Ecco, in questo preciso momento finisce la mia felice giornata.
Da questo momento in poi il buio, una partita vergognosa disputata da 11 persone svogliate che sembravano essere lì solo perché obbligati. Un primo tempo schifoso, nessuno che si muove…Oddo sembra che corra con delle scarpe di cemento….Gattuso che sbaglia tutti, ma proprio tutti i passaggi, Seedorf che giochicchia con la palla e che quando potrebbe tirare la passa a nessuno, Pippo e Gila si pestano i piedi e non concludono nulla, Ambrosini non corre e lascia spesso scoperta la difesa. Un disastro, l’unica persona capace di tiraci un po’ su è il capitano che parte palla al piede sulla sinistra e fa salire la squadra come se volesse lanciare un messaggio di incitamento a tutti noi ed ai propri compagni……ma niente!!
La depressione regna sovrana, qualche sussulto iniziale nel secondo tempo sembra accendere una speranza, è solo un’illusione. Intorno al 15’ arriva la mazzata…..gol dell’ex Saudati, i circa 50 tifosi dell’Empoli lassù al terzo anello saltano come pazzi…. Siamo alla frutta, lo stadio non risparmia nessuno…..l’unico applauso è sempre per lui, il Capitano, che esce stremato a metà ripresa. Cominciano i cambi che lasciano perplessi tutti i tifosi, nel settore dov’ero io c’erano principalmente signori di mezza età e nonni con i nipotini……beh, evito di riportare quello che ho sentito in quei momenti, offese clamorose per tutti (allenatore compreso), bestemmie mai sentite…insomma sembravano tutti imbizzarriti!!! Mi accorgo che là davanti, insieme all’evanescente Gila c’è una bionda chioma…..chi è questo?? AAAAh…è Ambrosini, in quel preciso momento rivedo Galliani davanti a me che mi dice:” La quarta punta?? Ma va!!! Siamo apposto così…siamo Campioni d’Europa!!!!!”. In questa sofferenza generale la partita si trascina verso la fine……si cerca di attaccare ma senza alcuna idea, senza velocità, senza……….niente.
Al fischio finale arrivano, inevitabilmente, fischi ed offese per tutti.
Che delusione……non era incazzato ma veramente deluso da una delle più brutte prestazioni (se non la più brutta) del Milan che abbia mai visto.
Una squadra senza voglia di giocare…….è l’unica spiegazione che riesco a darmi.
Gli addetti ai lavori dicono che la rosa è vecchia, che la vittoria della Champion è stata un male perché Galliani ha riconfermato tutti senza ringiovanire, il mercato è nullo da 2 anni….tutte cose verissime ma io ho visto 11 giocatori (10 dei quali titolari ad Atene) che non avevano voglia di giocare. E’ questa la cosa preoccupante……….non so come andrà a finire, anche l’anno scorso il Milan a dicembre era già dato per morto….speriamo bene.
Tutti a casa….all’uscita dallo stadio però le cose sembrano migliorare: scorgo da lontano un piccolo stand con una macchia da corsa rossonera attorniata da 5 angeli in minigonna. Che belle….lentamente il sorriso torna sul mio volto. La giornata sembra migliorare, un altro paninazzo con birrone sollevano ulteriormente il morale……ed infine veso le 19.30 torna definitivamente l’allegria grazie ad un biondo ragazzo finnico!!!
Tutto sommato, a parte un paio d’ore, è stata una piacevole giornata.
Thursday, 18 October 07, 04:56 PM
Dopo più di un mese di inusuale silenzio è tornato a dire cazz..ehm la sua........"Non siamo italiani, noi non giochiamo per il pari": e'ancora Raymond Domenech a pungolare gli Azzurri sulla via di qualificazione a Euro 2008. Il ct della Francia ha parlato all'indomani della vittoria dei Bleus sulla Lituania che vale il primo posto.
Per la certezza della qualificazione ai francesi bastera' un pari in casa dell'Ucraina, il 21 novembre a Kiev. "Ma non si parte con l'idea di pareggiare: vogliamo vincere", ha detto il ct battuto francese.
Ma cosa mai avremo fatto noi italiani a questo simpatico omino (oltre a batterlo in finale l'anno scorso...) che non perde mai occasione di offenderci??? E dopo si scandalizzano se qualcuno fischia la Marsigliese!!!!
P.s. Ha proprio la faccia da simpaticone!!!
Wednesday, 22 August 07, 11:20 AM
Mi ricordo, era il 1° Luglio 1999 quando il Milan annuncio l'acquisto di un biondo
ragazzo non ancora 23enne ucraino, era Andriy Shevchenko. Venne preso dalla Dinamo Kiev per circa 45 miliardi di £ diventando al tempo l'acquisto più oneroso della società rossonera. Il ragazzo
arriva in Italia con già un curriculum niente male, circa 90 gol in 5 stagioni di Dinamo che riusci a portare in semifinale di Champion's nella stagione 98-99 segnando contro Barcellona, Real,
Bayern...
Però si sa il campionato italiano è un'altra storia...si, ma non per Sheva. All'esordio segna una doppietta al Lecce e fine campionato sono 24, così come l'anno seguente.
Purtroppo in quegli anni il Milan non offrì a Sheva uno squadrone infatti fino al 2002 le soddisfazioni per l'ucraino furono "magre", poi con l'avvento di Ancelotti e di qualche rinforzo arrivarono i trionfi: la Champion's e la Supercoppa europea nel 2003, scudetto e l'ambito Pallone d'Oro nel 2004. Tutto ciò segnando 141 gol (in 261 presenze) spesso decisivi e mai "banali".
Sembrava che i tifosi rossoneri avessero trovato il nuova capitano e simbolo della squadra invece nell'estate del 2006 Sheva decide, per una serie di motivi di cui si è gia discusso, di andare a Londra.
Arriva al Chelsea acclamato come un eroe ma ben presto le cose sarebbero cambiate. Pochi gol e prestazioni deludenti lo rilegano ad un ruolo marginale della squadra e l'esplosione di un travolgente Drogba non favorisce l'ucraino.
Mourinho non lo apprezza in pieno, la stampa inglese lo definisce la spia di Abramovich e i rapporti con i compagni non sembrano idilliaci. Insomma, al Milan era Sheva mentre al Chelsea è uno dei tanti e probabilmente la cosa influisce sulle sue prestazioni che si mantengono mediocri per tutta la stagione.
Infine oggi è arrivata la mazzata finale, pesante perchè a darla è il suo ct Oleg Blokhin, secondo il quale Shevcha non sarebbe in grado di giocare una partita intera.
La causa sarebbe nella "troppa panchina" che fa al Chelsea. "Non so se Shevchenko giochera' domani - ha detto Blokhin ieri sera, alla vigilia della gara con l'Uzbekistan - Se deciderò di schierarlo, credo che resterà in campo non più di 45 minuti".
Coraggio Sheva, rialza la testa e torna ad essere, come diceva il grande Pellegatti, "l'usignolo di Kiev".
Un tuo "nostalgico ammiratore"
Thursday, 26 July 07, 04:52 PM
Luciano Moggi farà l'attore. Il futuro dell'ex dg della Juve è infatti nel mondo dello
spettacolo. Il principale imputato di Calciopoli, è entrato a far parte della scuderia di Lele Mora, l'agente delle star della Tv e del cinema. Per 'Big Luciano' si parla subito di una parte
importante nel film l'Allenatore del Pallone 2 che vedrà tra gli altri protagonisti anche molti calciatori ed ex calciatori: Del Piero, Gattuso, Totti, Zambrotta, Materazzi. Ma pure Pruzzo,
Ancelotti e Graziani. "Luciano è il più grosso personaggio del calcio italiano che ha contribuito a rendere ancora più grande e grazie a lui tanti calciatori sono diventati grandi - ha detto Lele
Mora - voglio che nel film abbia una parte importante, non voglio ironia o prese in giro, Moggi va trattato con rispetto". Moggi parla di 'un diversivo al calcio' in attesa che termini la
squalifica, dopo i fatti di Calciopoli, per tornare al mondo che più gli è proprio. La voce che circola, ancora più clamorosa, è però anche un'altra. Simona Ventura, che tra l'altro intervistò
l'amico Moggi durante 'Quelli che il calcio' nel periodo più caldo di Calciopoli scatenando critiche da più parti, starebbe pensando ad un ingresso a sorpresa dell'ex direttore della Juve nel cast
del'Isola dei Famosi 5. Per Moggi l'età (70 anni) non sarebbe un problema visto che l'anno scorso un suo coetaneo come Raoul Casadei rimase per tre settimane tra i naufraghi Vip. Si attendono
conferme o smentite ma sicuramente l'audience con Luciano Moggi e le sorelle Lecciso, tra i protagonisti, farebbe un picco da far sorridere anche i più scettici dirigenti della Rai.
Penso che dopo questa notizia non ci sia più niente da dire.....abbiamo veramente toccato il fondo!!!!!!!!