Thursday, 11 October 07, 05:05 AM

Due premesse: la prima è che da sempre i premi individuali negli sport di squadra fanno discutere, la seconda è che probabilmente Ibrahimovic non avrebbe comunque vinto, in questo senso hanno ragione i detrattori o comunque quelli che pensano che né lui, né Totti hanno fatto abbastanza fuori dai patrii confini.

Non potendo credere che vengano messi degli incompetenti in queste giurie, preferisco credere che quando hanno scelto i 30 e hanno deciso di mettere Lahm anziché Ibrahimovic, o Nesta invece che Totti, fossero ubriachi. Non penso sia una decisione geopolitica, l'Italia è la nazione con più candidati e l'Inter ha un giocatore nei trenta, non è questo il problema.

A una più attenta analisi, il problema sembra invece che i giudici siano rimasti al 2006, o che l'unico calcio che guardano è solo quello della Coppa del Mondo. Ricordiamoci che si deve eleggere il FIFA World Player del 2007! Ibrahimovic e Totti non hanno vinto niente in Europa, e gli altri? Ronaldinho, Eto'o, Marquez, Messi sono usciti anche loro agli ottavi di Champions e non hanno nemmeno vinto il campionato. Cannavaro e Van nistelrooy han fatto come Ibra (campionato vinto e fuori agli ottavi), il Chelsea è arrivato alle semifinali ma Essien, Cech, Lampard e Terry non hanno vinto nulla. Buffon ha addirittura giocato in Serie B. Per non contare che se contasse vincere qualcos, magari ci vorrebbe un giocatore del Boca.

Il calcio non è uno sport di squadra, ma se si deve considerare la tecnica e la classe individuale, forse Klose è meglio di Totti (Scarpa d'Oro) e Vieira meglio di Zlatan? Da interista, sono quasi indignato nel vedere il francese tra i 30 e non lo svedese. Certo al mondo può succedere di peggio, ma la giuria ha proprio toppato. E comunque, quasi quasi io i premi individuali li abolirei.

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Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!

Sunday, 23 September 07, 01:15 AM

After Germany's win against the Koreans, the second quarter final saw the USWNT face to the English ladies. US had won the group B while the English were second in group A behind the Germans (same points, better goal difference for Germany). Us were of course the favourite, but at half time the result was still 0-0.

A very bad first half, with a lot of mistakes by both teams, and just a chance at the end of the time for the US. A boring 45', consider that the total number of fouls was 5!

Everything changed at the very beginning of the second half. First of all, a corner kick and Abby Wambach scored a great goal with a powerful header, where the English keeper Rachel Brown could only touch the ball. After that, in 12 minutes the US hurricane knocked down the British.

First, a long distance kick from the defender Shannon Boxx, after
the English defense lost a bal, and it was the 2-0 goal. Then, Brown failed her intervention, lost the ball and Kirsten Lilly could score the US third goal. The 36 years old midfielder, with more than 300 caps, currently paying in Sweden for Orebro, had just to score one step from the goal line, after she beat Asante on the run.

3-0 on minu tes 60, after first half ended with a draw! England had a reaction, but Hope solo had just to make some easy saves and succeeded in keeping clean sheets until minute 92, when the English had their best chance to score. Fifteen minutes were enough to give the semifinal to the USA, and now the American ladies are waiting for the winners of the game between Brazil and Australia. Will there be a final between the Americans and the Germans? Let's wait and see.

Tianjin Olympic Center Stadium:

USA-ENGLAND 3-0 (0-0)

USA: Solo; Rampone, Whitehill, Boxx (82' Lloyd), O'Reilly; Osborne, Lilly, Lopez, Markgraf; Chalupny, Wambach (86' Kai). Coach: Greg Ryan.

ENGLAND: Brown; Scott, Steney, Chapman, White; Phillip (80' Sanderson), Carney, Aluko (46' Yankey), K. Smith; Asante, Scott. Coach: Hope Powell.

Goals: 48' Wamback, 57' Boxx, 60' Lilly.

Referee: Jenny Palmqvist (SWE)

Cards: none.

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Tuesday, 15 May 07, 08:52 PM

 

Ieri sera stavo facendo zapping...no dai, diciamola tutta, da qualche lunedì, quando mi si libera la TV sul tardi, metto sul canale SKY 891, una TV emiliana che fa parte del network che trasmette "Lunedì di rigore". Trasmissione trascurabilissima, se non avesse come ospite fisso un frizzante Luciano Moggi, che ride e scherza e per fortuna ha abbandonato i propositi suicidi e ha ritrovato l'anima che gli era stata uccisa. Lo guardo perché mi incuriosisce vedere fino a che punto arrivano le tesi complottiste su Calciopoli, e mi fa piacere vedere che una persona, benché indagata per associazione a delinquere, riesca ad andare settimanalmente in TV (oltre che alla radio) per scherzare con gli altri ospiti sull'inquadratura della pelata. Roba che io mi vergognerei, non dormirei tranquillo, per le accuse eh, mica per la pelata.

Ieri sera puntata interessante, si presenta un ragazzo un po' timido, che agita le mani in modo che non gli si vede neppure il viso, a presentare un libro alternativo su Calciopoli. L'ha segnalato Moggi a Ravezzani, hai detto niente!, Emilio Cambiaghi chiama Moggi "Luciano" mentre è lì a parlare di questo "Manuale di autodifesa del tifoso juventino". Ovviamente, secondo Cambiaghi, non è che la Juve non avesse fatto nulla, però dai, non più di un -10 in classifica. Facilmente recuperabile, dico io, visto che con un provvedimento simile avrebbero certamente continuato a telefonare.

L'obiettivo dell'autore sono le informative dei carabinieri, sgrammaticate, inesatte, che riprendono i titoli dei giornali avversi alla Juve e quelli dei siti ufficiali delle squadre non coinvolte. Dice che i due carabinieri addetti alle rtascrizioni (e poi allontanati) hanno un passato discutibile, insomma cerca di smontare l'accusa. "Non ci sono contatti Moggi-arbitri", dice, come se quelli coi designatori non bastassero (e comunque nel frattempo sono venuti fuori anche quelli con gli arbitri). E quando Ravezzani gli chiede "Se è così, perché Moggi e De Santis hanno rifiutato a difendersi?" lui risponde che non era possibile difendersi (da Norimberga in poi, quante volte l'abbiamo sentito?) perché non si potevano portare filmati, il che per un arbitro è fondamentale. Resta da capire come mai De Santis e Moggi non siano andati da Borrelli e da un anno rilascino dichiarazioni sconvolgenti davanti alle telecamere, trasmissione di ieri sera compresa, e anche a "Matrix".

Poi a Cambiaghi viene chiesto: il libro è per la Juve o contro le altre? E qui il ragazzo ha detto una piccola bugia: "E' pro Juve". Ma come? In copertina si parla di "Dossier Inter e Milan", nella presentazione su Lulu.com (dove il libro è distribuito) è scritto pure in neretto che si scoprono gli scheletri nell'armadio di Inter e Milan leggendo il suo libro! Scomemtto che i lettori sono incuriositi e lo leggono proprio perché vengono formulate accuse sulle milanesi. E vabbè. Infine, la ciliegina. Il libro è autoprodotto perché qualche editore gli ha detto semplicemente di no, mentre altri gli avrebbero fatto velatamente capire che non glielo pubblicavano in quanto scomodo. Non posso mettere in dubbio la parola di Cambiaghi, ma mi pare strano: si pubblica di tutto, libri che dicono che nessun aereo s'è schiantato sul Pentagono l'11 settembre, libri su Berlusconi come quelli di Travaglio, altri libri che smontano calciopoli, e si considera scomodo un libro che tutto sommato smonta un'inchiesta come fanno tanti altri? Non è che -come ha fatto notare Gian Luca Rossi- non gliel'hanno pubblicato perché non è un personaggio conosciutissimo? Cosa che sarebbe deprecabile allo stesso modo, ovviamente. Oddio, pensandoci forse Cambiaghi ha ragione: il mondo del calcio fa storia a sé, altrimenti non si capirebbe come uno con gli attributi come Travaglio, insieme ad altri giornalisti famosi, anni fa dovette scrivere un libro accusa su Moggi sotto pseudonimo.

(Emilio Cambiaghi, "Manuale di autodifesa del tifoso juventino", lo trovate qui a 17,50 euro)

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Tuesday, 01 May 07, 07:38 PM

Che cos'hanno in comune la Coppa del Mondo di Spagna del 1982 e quella dello scorso anno in Germania? Facile, entrambe furono vinte dall'Italia. Purtroppo, le similitudini potrebbero essere due, relative all'edizione seguente. A Madrid, mentre ancora Zoff, Paolo Rossi e compagni facevano il giro d'onore con la coppa ben alzata, sul tabellone luminoso del Bernabeu apparve la scritta "Vi aspettiamo in Colombia 86".

Sappiamo come andò: la Colombia, che aveva ottenuto nel 1974 l'investitura in Germania Ovest, cominciò a denunciare i primi ritardi agli inizi degli anni '80. Il governo chiese al parlamento di decidere, ma i legislatori non presero decisioni. Si fece avanti una cordata privata, non presa sul serio dalla FIFA, e alla fine, dopo le continue ispezioni dell'inviato di Havelange, Neuberger, l'organismo mondiale decise di assegnare l'organizzazione al Messico.

La stessa cosa accadde un anno fa: con Cannavaro e Materazzi festanti e il tabellone che dava l'arrivederci al Sud Africa nel 2010. Ieri per la prima volta il presidente FIFA Sepp Blatter ha iniziato a parlare della possibilità che il governo e la federazione di Pretoria non riesca ad ospitare la Coppa. 'Se succede qualcosa, ci sono altre nazioni pronte ad organizzare i Mondiali del 2010', ha detto Blatter. Forse una frase più a tutela della FIFA, del tipo 'siamo pronti a qualsiasi imprevisto', che non una vera e propria bocciatura del SudAfrica.

È però vero che Blatter e i suoi collaboratori già da un anno denunciano ritardi nelle ristrutturazioni degli stadi, anche se il presidente sudafricano Mbeki ha seccamente smentito. Per Blatter il piano B sarebbe ancora il Sudafrica, ma c'è un piano C che vede in lizza per la sostituzione Inghilterra, Spagna, Giappone, USA e Messico. Nessuna di queste federazioni ha però rilasciato dichiarazioni, la speranza è che il Sudafrica ce la faccia, in caso contrario la rinuncia sudafricana sarebbe una sconfitta per il continente nero e per tutto il movimento calcistico. E speriamo che alla fine, l'unica similitudine tra Spagna 82 e Germania 2006 sia la vittoria degli Azzurri.

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Marcello Lippi, the best in the World

Friday, 12 January 07, 11:00 PM

Today the IFFHS, the International Federation of Football History and Statistics, release the 2006 Top 18 of the best National teams coaches Selected editorial staffs and experts from 91 countries voted the Italian coach Marcello Lippi (former Napoli, Juventus and Inter Milan coach), with a big gap between him and the second in ranking, French Raymond Domenech.

Here is complete ranking, in brackets the team they lead:

1. M. Lippi (Italy) 298 pts.
2. R. Domenech (France) 132
3. J. Klinsmann (Germany) 123
4. F. Scolari (Portugal) 84
5. G. Hiddink (Australia) 47
6. J.N. Pekerman (Argentina) 28
7. J. Kuhn (Switzerland) 22
8. O. Blokhin (Ukraine) 20
9. R. Dujković (Ghana) 19
C. A. Parreira (Brasil) 19
11. H. Michel (Ivory Coast) 15
12. L. F. Suárez (Ecuador) 12
13. M. van Basten Nederland 9
14. K. Brückner (Czech Rep.) 7
15. S.G. Eriksson (England) 6
H. Shehata (Egypt) 6
17. L. Aragonés (Spain) 5
L. Beenhakker (Trin. & Tobago) 5

Marcello Lippi comes after Carlos Alberto Parreira, winner of 2005, and Otto Rehhagel (German coach that led Greece to a surprising European Title) who got the prize in 2004. The 58 y.o. coach born in Viareggio also won the "World's Best Coach Club" award -always from IFFHS- in 1996 and 1998. The prize is really deserved by Lippi, as he led the "Azzurri" -honestly, a strong team without a top star- to win the World Cup, proving to be one of the best in strategy and to able to isolate his players from the rest of the World in a delicate period, after calciopoli and a couple of friendly match before the beginning of the World Cup that didn't satisfy Italian fans and journalists. In 2005, Lippi ranked fourth.

As you can see, top four coaches ranked in the same order as their teams after World Cup (Raymond Domenech, who lead France to second place in Berlin, is a newcomer). Only one coach in the Top 18 (the Egyptian Hassan Shehata) didn't take part to World Cup, but he won African Cup with his National Team.
The 18 coaches comes from 14 different nations, as we have three Dutch (Hiddink, Beennaker and Van Vasten), two French (Domenech and Michel), two Brazilian (Scolari and Parrerira). Newcomers are, other than already mentioned Domenech, Serbian coach of Ghana, Radomir Djukovic, and Guus Hiddink.


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