Saturday, 08 September 07, 02:13 AM

Vi faccio un gioco: ammettiamo che mi incontriate da un concessionario d'auto e mi sorprendiate a "tirare sul prezzo" mentre sto acquistando una Seicento usata. Mettiamo che dieci minuti dopo venga da voi e vi dica che tra qualche mese comprerò una Ferrari nuova di zecca, senza che preveda di vincere 50 milioni di euro al Superenalotto. Mi prendereste per pazzo? Penso di sì.

Appunto, allora spiegatemi per quale strano motivo i lettori di Tuttosport dovrebbero credere che una società che ancora non ha rinnovato il contratto al proprio capitano e bandiera della squadra a 3,5 milioni di euro, e che stava per farsi scappare un bravo giovane che guadagna 900.000 euro all'anno per non dargli un ritocco all'ingaggio, sia poi in grado di prendere in pochi mesi un giocatore che guadagna 8 milioni l'anno e un suo compagno di squadra che sta trattando con la propria società un rinnovo sulla base di 7 milioni. Non dovrebbe crederci nessuno, vero? Eppure, se Padovan pensa di metterlo come titolone in prima è perché pensa che ciò gli faccia vendere più copie, quindi significa che qualcuno ci crede.

Attenzione, questo è solo il caso più eclatante e recente (la pagina di Tuttosport è quella odierna), però non accade solo con Tuttosport e non accade solo con i tifosi juventini. In questo post si spiega in modo esaustivo come il passaggio di Ronaldinho al Milan sia ormai diventata un'allucinazione collettiva, quasi quasi diremmo un rincoglionimento collettivo. Il Milan e i suoi tifosi per ora hanno ripiegato su Pato, promettente -ha compiuto 18 anni qualche giorno fa- attaccante acquistato dall'Internacional Porto Alegre. L'ultima notizia (ma potremmo definirla barzelletta) è che, siccome Dinho ha inserito tra i suoi compagni ideali Kakà, allora vuol dire che verrà al Milan. Questa supera persino la notizia per cui un Ronaldinho comunitario dovesse vestire per forza la maglia rossonera, ma Kakà ha preso il passaporto italiano da poco, allora è segno che andrà al Madrid? Mah...

Andiamo avanti. Vogliamo parlare dell'ormai mitizzato "colpo del centenario" di Moratti? Ci credete che possa arrivare a Messi quando il massimo che si è fatto, oltre a Chivu e Suazo, è il prestito di un giocatore della Ternana? Moratti ogni anno crea il buco e poi lo riempie, e di soldi per il mercato non ce ne mette molti, nemmeno per i cento anni del club. Eppure, a ogni nome altisonante, non è mancato chi ha alzato canti di gioia ai presunti arrivi di Henry, Deco, il bravissimo under 20 Giovani Dos Santos, e c'è chi pensa a uno scambio di lungodegenti tra Adriano e, ancora una volta, Ballack.

La verità è che ormai da 6-7 anni i top player scansano la Serie A, alcuni giocatori come Kakà o Ibrahimovic lo sono diventati da noi, ma dopo Ronaldo, Trezeguet, e pochi altri ormai in Italia possono arrivare giovani promettenti o qualche scarto di Liga: qui un post sugli stranieri arrivati questa estate. Per non parlare degli italiani che vanno all'estero, stigmatizzati da una classe giornalistica che pensa solo a tirare la volata ai propri "amici" dirigenti. Il problema è che non ci sono più i soldi di una volta, i giocatori non arrivano e i possibili acquirenti delle nostre società preferiscono rivolgersi altrove, alla Premier per esempio. Sono ormai lontani i tempi in cui un grande mondiale come Zico firmava per una squadra di medio calibro come l'Udinese...

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Wednesday, 04 July 07, 02:15 AM

Come già scritto, i media esagereranno, ma comunque vada la Roma ha già vinto. Scatenare un'asta su di un giocatore in scadenza di contratto, molto bravo ma che nei quattro anni giallorossi ha giocato poco più di 21 partite di media a stagione, è davvero un'operazione condotta alla perfezione. Se le cifre sono vere, se siamo arrivati a 18-20 milioni di Euro, allora la dirigenza giallorossa ha fatto un autentico capolavoro.

Oggi era il turno del Real, con Mijatovic (sempre sia lodato per il gol in finale di Champions) che ha lasciato l'appuntamento dicendo che Inter e Barça sono ancora in corsa. I blaugrana però sembrano un po' defilati, in questi giorni. Moratti invece, uscito dagli uffici di via Durini col solito codazzo di giornalisti in attesa dell'osso come cagnolini, ha deto scocciato che non partecipa a nessuna asta. 14 milioni è l'offerta interista, stop, fin troppo per Moratti. E Pradè, fregandosi le mani, ha ben donde a dichiarare "Il Real offre 18 milioni di euro a noi e 5 milioni all'anno per cinque stagioni al giocatore. Se questa offerta venisse formalizzata ufficialmente, noi saremmo contenti di cedere Chivu al Real Madrid". L'unico problema è che il Real non l'ha ancora formalizzata.

Tutto il can can giornaliero su Chivu ha risvegliato, sopito ma mai del tutto svanito, il "pessimismo cosmico" degli interisti. Dimenticando di avere appena vinto il campionato con 97 punti, una buona parte della tifoseria rimpiange gli anni in cui l'Inter era l'indiscussa regina del mercato senza poi vincere nulla (campioni a luglio, mai a maggio). Ecco, oggi in giro per la rete si legge di tutto: chi vorrebbe che Moratti licenziasse Branca per aver lasciato andare Pizarro senza avere in cambio Chivu, come se il presidente non avesse dato il suo ok, che il cileno sia stato addirittura regalato alla Roma (6 milioni per la metà sono mica bruscolini, ok lo sconto e ok il pagamento in tre anni, ma il prezzo è giusto), che bisognava in pratica tirare il collo ai romanisti a cui il Pek serviva più che a noi.

Beh, mai che a questi pessimisti venga il dubbio che il valore di Pizarro, inserito nella trattativa Chivu, sarebbe stato inferiore. O che la scelta di separare le due trattative sia, appunto, una scelta consapevole dei dirigenti dell'Inter e non l'ingenuità colossale che ci vogliono far credere. O anche una scelta della Roma, e a quel punto sarebbe davvero servito fare i duri sul centrocampista cileno? E poi, se gli interisti si lamentano, che cosa dovrebbero dire i milanisti della loro squadra ancora al palo? Della vicenda Kakà che tarda a scemare, coi giornalisti di regime che mettono le mani avanti cercando di dare la colpa al giocatore, con un pezzo (poi modificato) del TGCom a firma di Alberto Catalano che stamattina si chiudeva con la frase "un mondiale per club varrà più dei soldi di Calderon?". Ecco, vediamo di non lamentarci, non avere troppe pretese e fidarci della società.

 

 

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Friday, 29 June 07, 09:29 PM

I media romani ogni giorno rilanciano sull'asta che si sarebbe scatenata su Chivu tra Inter e Barcellona. E così, tornato Pradé dalla Catalogna senza certezze nonostante l'ottimismo se non con quella di un sorpasso blaugrana sull'Inter, oggi di nuovo un ribaltone. Insomma, i giorni pari sono del Barca, quelli dispari dei milanesi e intanto, sempre secondo i media romani, il prezzo sale. E così, mentre il TG com parla di un'offerta di 8 milioni più Obinna, ecco la prima del Corriere dello Sport:

Insomma, avanti di questo passo, a metà luglio leggeremo la seguente notizia:

Ennesimo rilancio in quella che è diventata l'asta del secolo. Il Barca offre 85 milioni in contanti dopo l'offerta interista di ieri di 50 milioni più Grosso, Piccolo (prelevato dalla Juve), il condottiero Julio Cesar, gli imperatori Adriano, Juan Sebastian Neròn e Ricardo Izecson Karakalla, Hernan Crespo, Elvis Crespo, Cambiasso, Burdisso e Unofisso (quest'ultimo per le gare casalinghe). Perplesso Pradé. Intanto, prosegue l'asta per la fornitura tecnica tra Kappa e Legea.

Nel frattempo, ci giunge voce che il difensore rumeno, stanco della lunga trattativa (non è andato in vacanza in attesa di dover mettere la firma sul contratto) non vuole più vedere nessuno, tanto che gli amici lo hanno soprannominato Cristian Schivu, e sta meditando il ritiro dal calcio giocato.

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Tuesday, 26 June 07, 07:04 PM

Chivu potrebbe andare all'InterSembra una gara di motomondiale, con continui sorpassi a ogni curva, tra Inter e Barça per avere Cristian Chivu. Ieri, anche dopo aver letto l'articolo di Dominique Antognoni sulla Settimana Sportiva, eravamo certi dell'acquisto del rumeno da parte dell'Inter. Articolo dettagliato, perfino nel descrivere gli acquisti fatti dal difensore della Roma in via della Spiga, che si concludeva così: "Domani Cristi tornerà in Romania per passare tre giorni a Constanza, nell'albergo di Hagi, lo Iaki. Poi Bahamas. Poi Inter". E Antognoni, a dispetto del cognome, è rumeno e ben introdotto nelle vicende dei fratelli Becali, gli agenti di Chivu.

Solo così, in effetti, si spiegherebbero le ottime condizioni fornite alla Roma per la metà di Pizarro, col pagamento rateizzato in 3 anni. Però, nella notte le cose sembrano cambiate. Si era parlato di un direttivo barcelonista ieri alle 19, ne è uscito un rilancio di un milione da parte blaugrana, che farebbe arrivare a 14 i milioni di valutazione per Chivu, non male se si pensa che ha ancora un anno di contratto. El Mundo Deportivo ne scrive stamattina, in posizione defilata dietro alla presentazione di Thierry Henry. Rispunta il commento di Bronzetti, che "spinge", ovviamente, Chivu verso Barcellona (però, qualificarlo come generico "esperto di mercato" mi pare esagerato, visto il ruolo attivo nella vicenda).

Insomma, siamo sul filo di lana. Il Barça ha bisogno come il pane di un centrale dopo l'infortunio di Carles Puyol, per l'Inter vale un po' il discorso dell'attacco con Suazo: di diefnsori ce ne sono anche in abbondanza, alla corte del Mancio, ma nessuno ha le caratteristiche di Chivu. Oggi, comunque, la situazione in un modo o nell'altro dovrebbe sbloccarsi.

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Saturday, 23 June 07, 08:39 AM

 

Se lo scrive TGCom, senza enfatizzare e metterlo in home a carattere 48, deve essere vero: David Suazo sarà dell'Inter, il colloquio tra Branchini e il Milan ha avuto esiti negativi, l'honduregno vole l'Inter,e sarà nerazzurro. Dodici milioni e la comproprietà di Robert Acquafresca.

Tripla figuraccia: han tentato di rubare un giocatore a una concorrente, non ce l'hanno fatta perché il giocatore ha rifiutato, dopo una campagna mediatica strombazzata in cui Moratti faceva la figura del cioccolataio e Galliani del santarellino, che diceva di non fare niente di male. Il fenomeno del mercato che si è inserito a trattativa conclusa.

Seguiremo gli sviluppi di quello che sembra essere il caso più intricato di questo calciomercato, vedremo se Suazo la prossima stagione dimostrerà di essersi meritato tutto questo can can. Se questa notizia è confermata, di certo David si è già conquistato un posto di idolo nel cuore dei tifosi nerazzurri.

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Friday, 22 June 07, 08:27 PM

L'Inter rischia la B, come scriveva l'ineffabile Padovan ieri, oppure compra Henry, come scrive oggi il Corriere dello Sport? Insomma, da che esiste il calcio l'estate è tappezzata di titoloni di mercato, per far vendere i giornali e illudere, anche solo per un giorno, tifosi assetati di novità.

Ora, io voglio capire com'è possibile che una società non riesca a chiudere un affare da 14 milioni perché non riesce a convincere un paio di giovani ad andare a Cagliari (Serie A, non "Torneo pizza e fichi") e poi si possa credere al fatto che Branca sale su un aereo, arriva a Londra e con uno schiocco di dita prende Henry. Magari solo perché lo raccomanda l'amico Vieira (come quando la Juve "doveva" comprare Lampard perché è arrivato Ranieri). E perché non Tevez, o Lampard? Tanto, tutti a Londra stanno...

Stessa cosa per la vicenda plusvalenze: interpellano gli esperti, che non fanno altro che ripetere quel che dice il codice, il rischio è da un'ammenda alla retrocessione (e alla revoca dei titoli), e cosa ti titolano i giornali? L'Inter rischia la retrocessione! Intanto, dagli esperti ci si aspetta che facciano una previsione su come andrà a finire, che a leggere il codice ce la può fare anche il giornalista da solo. E comunque, anche qui si cerca il sensazionalismo per vendere, creando allarmismo da una parte ed eccitazione nei tifosi avversari.

Con tutte le critiche che gli si possono fare, credo che per una volta sia meglio ascoltare le parole del presidente Moratti, che dice ai tifosi di stare tranquilli sulla vicenda plusvalenze, e spegne anche gli entusiasmi sul mercato. Anche perché l'Inter, almeno credo, difficilmente farà il tanto strombazzato (dai media) colpo del centenario.

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Saturday, 16 June 07, 12:39 AM

Ne parla oggi El Mundo Deportivo, quotidiano molto vicino alle vicende del Barça, lo riprendono un po' tutti compreso il TG Com: sarebbe alle porte uno scambio Eto'o-Adriano più soldi, forse 12 milioni. Da Roma,poi, giunge voce che Cruz sarebbe una pedina di scambio dell'affre Chivu. Ne uscirebbe un attacco dei sogni, rivoluzionato, considerando l'arrivo di Suazo e la partenza di Recoba.

Ibra, Crespo, Suazo ed Eto'o, con un possibile quinto, un giovane (Eto'o mancherebbe per la coppa d'Africa), ma permettetemi di essere scettico sullo scambio. E' vero che il camerunense dovrebbe partire, ma secondo Franco Rossi, giornalista esperto di mercato e amico di Mancini, all'Inter non serve. E poi c'è sempre il Milan, che sembrerebbe sperare nella minestra riscaldata di Shevchenko, sempre buona, al giocatore del Barça. Vedremo, ai posteri l'ardua sentenza, o anche solo alla smentita, che potrebbe arrivare presto.

Poi, permettetemi una battuta: possibile che la quotazioni di Eto'o sia così bassa, sui 10 milioni? Scherzi a parte, non è che l'Inter debba pagare chi si prende l'ex Imperatore, ma è certo che la società guidata da Laporta preferirebbe un giocatore affidabile come Henry a una grossa incognita come Adriano. Giovane, ma secondo molti ormai irrecuperabile a certi livelli. 

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Tuesday, 05 June 07, 12:28 AM

Shevchenko segna all'Inter in semifinale di Champions 2003

Oh, chi vi scrive non è uno di quelli che pensa che il calcio faccia SKYfo, sono un appassionato e un cultore (se me la tirassi un po' di più direi anche un esperto) di storia del calcio, ma non un nostalgico. Un po' perché, come ho specificato qui , una volta c'erano le bandiere ma il tutto era "agevolato" dal vincolo, cioè se la società vendeva il giocatore, quello restava dove gli dicevano per tutta la carriera. Un po' perché gli scandali in Italia ci sono da che esiste il calcio, e quindi al limite possiamo lamentarci perché le cose peggiorano anziché migliorare.

Tutta questa lunga premessa per dire che, anche se non ci sono -quasi- più le bandiere, mi imbarazzerebbe sapere che un giocatore che ha legato gran parte della sua carriera ai rivali del Milan, che ha giocato 296 partite segnando 173 gol, possa essere contattato dall'Inter. Per fortuna che pare la solita bufala, ma la possibilità di uno scambio Adriano-Sheva col Chelsea (che si fumano a Londra?) stamattina sulla Gazzetta, non mi ha per niente entusiasmato. E, anche se non arrivebbe direttamente dal Milan, la cosa non mi fa per nulla piacere. Non capisco, anzi, i milanisti che hanno accolto a braccia aperte Ronaldo, e in generale tutta 'sta voglia che hanno a Milanello di prendere ex giocatori dell'Inter, solo per far vedere che sono più bravi di noi a gestire i calciatori.

Comunque, Shevchenko ha smentito, Gilardino non penso arrivi (più facile vada alla Juventus, glielo auguro perché lì giocherebbe di sicuro) e, anche se penso che Adriano sia da cedere a tutti i costi, non voglio che venga fatto merce di scambio con altri giocatori se non con qualche giovane di belle speranze che venga a fare la quinta punta dietro a Ibra, Crespo, Suazo e Cruz.

(nella foto: prendereste uno che vi ha dato una tale delusione sportiva? Io no)

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Thursday, 31 May 07, 11:31 PM

Tuttosport

C'erano una volta le bandiere, figli di un calcio in cui il vincolo contrattuale col proprio club era tutto. Poi è arrivato Bosman, e tutto è cambiato. Io sono un nostalgico del calcio di una volta, ma senza moralismi, e non credo che i campioni di una volta avrebbero rifiutato certe offerte irrinunciabili: solo, non avevano nemmeno la tentazione. Oggi non è più così, al punto che i contratti si rinegoziano ogni anno, altro che alla scadenza! Per questo non capisco perché i media vogliano farci credere la favoletta dei calciatori attaccati alla maglia, coi calciatori stessi che si prestano spesso al gioco.

Prendiamo il caso di Buffon, e del titolo di Tuttosport di oggi. Gigi Buffon rimase un anno fa con la promessa che sarebbe andato via se i programmi della Juve non gli fossero piaciuti. Per un anno c'è stata la telenovela, tra Alena che cercava casa in Brianza e il Milan che non confermava Dida. Buffon ha attivato Silvano Martina, il suo procuratore, che ha provato a piazzarlo al Milan e anche all'odiata -dai tifosi juventini, non da Buffon- Inter. Poi Dida ha firmato, Julio Cesar pure e il portierone della nazionale ha cominciato a puntare i piedi. E così, mentre oggi è innamorato della Juve, ieri diceva che era meglio la serie B piuttosto che una A senza ambizioni. La Juve ancora non ha comprato nessuno, non si sa se arriverà Lippi, e lui si è già convinto? Il 30 maggio? Difficile crederlo...

Figo resta

L'altra banderuola di cui parliamo è Luis Figo. Il portoghese, già famoso per i due contratti con Juve e Parma, protagonista del"grande tradimento" al Barça e del passaggio al Real, a gennaio è andato da Moratti con l'offerta dell'Al Ittihad e gli ha chiesto se la pareggiava. Al rifiuto di Moratti (con lo zampino di Mancini che a quei tempi lo faceva giocare davvero poco), Luigi ha firmato con gli arabi a partire dal 2007. Si è pensato che avesse fatto bene, che non volesse più le pressioni e che quei soldi non li avrebbe presi più, da nessuno. Intanto, complici le assenze di tanti infortunati, Figo ha giocato una buona ultima parte di stagione.

Alcune buone prestazioni gli sono valse l'affetto del pubblico, che ha cominciato a chiedere a gran voce la riconferma. Figo dribblava le domande, un giorno dicendo di essere convinto di partire, l'altro di non esserlo più, sempre con l'espressione un po' così. Alla fine l'annuncio: Figo rompe con gli arabi. L'Inter l'ha convinto? Macché, all'Al Ittihad non hanno mantenuto le promesse, altro che nostalgia canaglia! E infatti, tra un Moratti che sembrerebbe entusiasta a un Mancini che ha già fatto capire che non si farà intenerire e che se Figo rinnova è comunque una riserva. Di lusso, ma sempre riserva.

Insomma, i tifosi non si facciano scappare la classica lacrimuccia dopo un applauso alla curva, purtroppo (o per fortuna) i calciatori sono professionisti e vanno dove li porta il soldo. L'anno scorso eravamo alle prese con la moglie di Shevchenko, quest'anno abbiamo trovato i tormentoni dell'estate, un po' come succede nella musica. A questo punto preferiamo i "cattivi" alla Ibrahimovic che tutti questi finti buoni sentimenti.

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Thursday, 31 May 07, 03:27 AM

Le parole di Ibrahimovic a Libero avevano fatto -giustamente- scalpore e tutti vi avevano letto un prossimo addio alla maglia nerazzurra. La presenza di Moggi all'intervista, poi, era sembrata un affronto difficile da sopportare per i tifosi nerazzurri. Se all'articolo aggiungiamo le dichiarazioni poco corrette di Ancelotti, che con fare sornione e ridendo sotto i baffi aveva parlato di un insospettabile che si era offerto al Milan. Ebbene, quell'insospettabile era Ibra e Ancelotti non si è certo comportato benissimo.

Ora però sembra proprio che lo svedese resti all'Inter, mentre Ancelotti oggi starà sorridendo meno, e non solo per questo. "Non voglio fare guerra al Milan, ma se vi accorderete col mio club verrò molto volentieri al Madrid" E' Ibra? No, è Kakà che parla ai dirigenti delle merengues. Il Real ha pronti 60 milioni, a quanto sembra, per l'asso brasiliano che lascerebbe il Milan -dicono in Spagna- dalla porta principale, dopo avere vinto tutto. Una notizia bomba, peccato che arrivi dai media spagnoli, perché quelli di regime, come Il TG Com, non disattendono certo la favola del Mulino Bianco di Milanello nemmeno nel riportarle. E infatti, ancora oggi pralano di Ibra che mostra i muscoli, mentre Kakà? Poverino, è il Real che lo insidia. E' strano poi che anche altri siti, come quello della Stampa , riportano la traduzione di alcune parti dell'articolo apparso su AS, ma non il virgolettato attribuito a Kakà.

E pensare che a Madrid invece, degli interisti forse prendono Adriano. Quel che è certo è che Calderòn, cerca il colpaccio e lo cerca a Milano. Vedremo alla fine chi andrà alla corte di Capello, sempre che Don Fabio resti.

 


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