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Monday, 25 February 08, 01:35 PM

"I dirigenti parlano troppo. Siamo stufi e adesso è ora di piantarla". Perchè ogni volta che qualcosa gira a favore della Juve si alza un polverone mediatico, mentre quando a beneficiare sono gli altri tutto passa quasi in sordina.

Con queste parole, quell'ometto rispettoso e delicato che è Luciano Moggi, due anni fa (sembrano passati secoli) annunciava un dossier in DVD per far vedere 5 errori arbitrali pro Inter in campionato, coppa Italia e Supercoppa, mancava giusto un errore nell'amichevole del giovedì ed eravamo a posto. Il tutto per rispondere agli attacchi alla Juve per evidenti "errori" a proprio favore. Ora, che siamo tutti vittima di una colossale presa per il culo mi pare chiaro, come è chiaro vedendo il CAN CAN (maiuscolo come Commissione Arbitri Nazionale) alzato, che la vicenda stia davvero rasentando il ridicolo. Ovvio che i tifosi della Juventus abbiano il diritto di lamentarsi, ma chiedere di fermare il campionato è davvero eccessivo, per usare un eufemismo. E c'è chi le paga, queste associazioni, per portare avanti ricorsi e azioni legali. Davvero non ci si capacita di come si possa passare in due anni da paladini del sistema arbitrale ("son solo errori, che a fine stagione si compensano"), prendendosi gioco di chi protesta, e poi diventare loro stessi i paladini della protesta. Volendo, l'atteggiamento è anche un po' antipatico, ai limiti del mafioso, il messaggio è "siamo la tifoseria più numerosa, non fateci incazzare che avete solo da perdere".

Se poi ancora andiamo a vedere chi c'era sabato a Reggio Calabria e scopriamo che l'arbitro era Dondarini, il "Donda" amico dei vari Moggi, la situazione diventa non solo ridicola ma anche assurda, paradossale. Certo che non era sereno l'arbitro, ma il problema non è mica che avesse arbitrato la Juve per la prima volta dopo Calciopoli, o meglio non è solo quello, il vero problema è: ma arbitra ancora? Perché? Capite però, cari tifosi bianconeri, che è davvero fantasticamente ridicolo che a chiedere la radiazione siate voi, oggi?

Personalmente lo ripeto, il tifoso juventino fa bene a lamentarsi se ritiene la squadra danneggiata, ciò che proprio non capisco è come faccia a pensare che senza alcuni errori la Juve starebbe andando a vele spiegate verso il ventottesimo scudetto. E poi, cari ragazzi, pensate alle parole di Zeman: "se c'è una favorita dagli arbitri, non è l'Inter, ma un'altra squadra". Abbastanza facile capire da quale mazzo va presa questa squadra, basta vedere chi sono i concorrenti della Juve a un posto Champions, con chi l'attuale designatore è stato intercettato al telefono, e quale contratto pubblicitario fece, per poi essere escluso come arbitro dalla CAN. E c'è da chiedersi come mai Collina abbia censurato pubblicamente chi ha sbagliato pro-Juve (Rizzoli a Firenze) e pro-Inter (Gervasoni e Farina), ma non chi per esempio ha preso decisioni come i rigori di Fiorentina-Torino o decisioni a favore di Roma e Milan.

Chiudo dicendo che in questo bailamme un po' tutti la fanno fuori dal vaso. E va bene che nel frattempo è cambiata la direzione, ma non si può prima titolare "Siete come la Juve" o "No, siete peggio della Juve" quando l'Inter viene favorita da un paio di errori, e poi se viene danneggiata la stessa Juve quando vi arriva sotto a un punto il titolo diventa "La Juve va k.o. a Reggio e rosica". Vero, Romanista? E quell'altro incapace di Paolillo, dovrebbe spiegare perché quando l'Inter è attaccata a destra e a manca manda avanti il solo Mancini a difendere la società dagli attacchi, e parla oggi per commentare la lettera aperta di Conolli Gigli (su cui per carità di patria sorvoliamo), dicendo che la Juve vuole condizionare gli arbitri. Perché, chi diceva "Siete come la Juve", secondo lui che intenzioni aveva?

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Friday, 02 November 07, 10:43 PM

Aprile 1961, pieno boom economico. Jurij Gagarin è appena andato nello spazio e gli esuli cubani addestrati negli USA stanno preparando l'invasione del proprio paese, ma verranno respinti dai castristi nella Baia dei porci. Anche la Juventus sta resistendo agli assalti di Milan e Inter, rispettivamente a 3 e 4 punti dalla vetta quando mancano sette giornate al termine. Il 16 aprile al "Comunale" di Torino arriva un'Inter desiderosa di avvicinarsi alla capolista. Il pubblico è tantissimo, si parla di 10.000 biglietti in più venduti rispetto alla capienza dello stadio, manca poco che non accada la tragedia. I cancelli crollano, per fortuna non accade nulla di grave ma il pubblico straborda ed è costretto a seguire la partita da bordo campo.

Gli interisti non ci stanno e protestano con l'arbitro che, dopo aver deciso in un primo momento che si può giocare, alla mezzora sospende la partita. Logico il ricorso dell'Inter, e altrettanto scontato lo 0-2 a tavolino, tanto è chiara la responsabilità oggettiva degli juventini. Accade il 26 aprile, il 30 l'Inter espugna Ferrara 3-1, la Juve perde a Genova con la Samp e c'è l'aggancio. Sta nella logica anche che i bianconeri facciano ricorso, inoltrato dal 33enne avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano, in futuro presidente juventino dal 1990 fino alla sua morte avvenuta nel 2003. L'unica cosa che fa apparire il tutto strano al limite del grottesco è che il ricorso va fatto alla FIGC, di cui il 27enne precocissimo presidente è Umberto Agnelli, che in quel periodo è anche reggente della Juventus (corsi e ricorsi, nel 1946 il fratello Gianni era diventato presidente della Juve a soli 25 anni).

C'è chi ovviamente parla di conflitto d'interessi, fatto sta che il campionato prosegue e la Juve torna al comando. La FIGC -ripetiamo, presideuta da Umberto Agnelli- decide alla fine per la ripetizione. Ormai il campionato è andato, la partita si gioca il 10 giugno, una settimana dopo la fine delle ostilità. L'Inter -giustamente- manda la squadra giovanile per protesta, e perde 9-1, con un Sivori scatenato contro dei ragazzini, con il suo solito fare irridente segna sei gol, ancora oggi record in Serie A, nonostante non sia stato realizzato contro una squadra di Serie A, ma contro la sua Primavera (anche se la dicitura non è esatta, visto che il Campionato Primavera parte nella stagione 62-63).

Nell'incrocio di destini, il 9-1 è l'ultima partita di Giampiero Boniperti e la prima di Sandro Mazzola, che realizza l'unica rete nerazzurra, su rigore. Per la cronaca Umberto Agnelli, travolto e amareggiato dalle polemiche, lascia la Federazione, ma ormai la frittata è fatta. Curiosità: nel delirio antiinterista dei tifosi juventini, feriti da Calciopoli, questo episodio è finito in un sito, tra quelli che hanno macchiato la storia dell'Inter, per il fatto di aver mandato la Primavera. Ecco, non so se sono d'accordo con questa interpretazione...

Torino, 10 giugno 1961

Juventus-Inter 9-1 (3-0)

Juventus: Mattrel; Emoli, Sarti; Boniperti, Cervato, Colombo; Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini;
Inter: Annibale; Riefolo, Tacchini; Morosi, Masetto, Dal Maso; Manini, Mazzola, Fusari, Guglielmoni, Ghelli;
Reti: 11' Sivori, 12' Sivori, 17' Sivori, 52' aut. Riefolo, 54' Sivori, 64' Nicolè, 67' Sivori, 78' Mazzola (IN) rig., 79' Mora, 90' Sivori rig.

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Thursday, 25 October 07, 07:23 PM

E' naturale un po' presenzialismo in TV e nelle radio quando c'è un libro nuovo da presentare, e del resto qui non si contesta il diritto di nessuno di partecipare a diverse trasmissioni, in più c'è la libertà di parola e se non si calunnia o diffama nessuno, non c'è niente da dire.

D'altra parte ha ragione Dipollina: appena sbuca Moggi, i telecomandi cambiano canale da soli. La cosa non sorprende: il libro non dice nulla che Moggi in questi diciotto mesi non avesse già detto nelle sue comparsate. Lo stesso sta accadendo in questo suo "Calcio nel cuore Tour 2007": lui non ha fatto nulla di male, Collina andava a cena da Meani e Facchetti parlava con Bergamo, il calcio è un bordello senza vergini. Mancavano solo "La palla è rotonda", "Gol sbagliato, gol subito", "Non ci sono più le mezze stagioni", e via banalizzando.

L'unica cosa non proprio irrilevante è stata l'ammissione delle SIM svizzere date a Bergamo che, come ha sottolineato giustamente Ruggiero Palombo, legittima le decisioni dei giudici di Calciopoli. Ma questi sono gli argomenti che -immagino- al nostro Paletta piacciono poco, visto che su questo ha polemizzato con l'unico giornalista non della sua cricca alla presentazione del libro (che infatti ha simpaticamente esordito con un "So di giocare fuori casa").

Oggi l'ex direttore juventino era ospite di Fabio Santini a RTL 102.5, altra rete non certo pro Calciopoli, e il tutto ha portato a solo 5 pagine, nel momento in cui scrivo, dico 5 pagine di interventi nel forum dei pinguini così moggiani che più moggiani non si può. Forse è stato per l'orario, ma comunque credo cha anche loro ormai si siano stancati di aspettare il famoso "botto" che Moggi da un anno e mezzo promette a tutti i suoi fans. Meglio allora finanziare le varie Wanna Marchi del web che promettono la restituzione dei due scudetti come sale che si scioglie nell'acqua, meglio boicottare tutto e tutti quelli che non scrivono quel che loro vogliono leggere e non dicono quel che loro vogliono sentirsi dire, meglio cercare di imporre a SKY i telecronisti dall'alto dei loro 14 milioni. Moggi, anche per loro, è un disco rotto.

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Monday, 24 September 07, 09:21 AM

...dove una neopromossa è al quinto posto ma è da scudetto perché ha pareggiato in casa della capolista all'87'. Bella partita, giocata discretamente, ma basta? Avesse vinto 3 o 4 a 1 la Roma, nulla da dire. Volendo, l'anno scorso lo scudetto l'avrebbe meritato anche l'Udinese, unica squadra non battuta dall'Inter dei record.

E' uno strano campionato quello in cui i campioni in carica sono al secondo posto ma sono in crisi nera, con l'allenatore sull'orlo dell'esonero (pare che Mourinho sia stato mandato via dal Chelsea apposta per farlo venire all'Inter, stando ai giornalai), il presidente arrabbiato -pare abbia detto "non è ancora ora di processi", deve essere proprio arrabbiato- e i giocatori scarsi. L'Inter ha giocato non benissimo ma nemmeno malissimo, certo l'avversario non era dei migliori, ha preso sberle da tutti, ma se la Juve è al 95%, la Roma al 90%, l'Inter tra assenze e stato di forma sarà sì e no al 50%. Forse esagero pure. Ma la stampa fa già i processi.

E' uno strano campionato quello in cui ci sono notizie che i media tengono nascosti. Il terzo pareggio consecutivo del Milan, al contrario di quello dell'Inter, non suscita polemiche e non mette in crisi la panchina di Ancelotti, a differenza di quella di Mancini. Il dominio del Parma nel secondo tempo è stato indiscusso, ma niente, tutti zitti con qualche lodevole eccezione. Ieri sera a Controcampo si discuteva sulla domanda "Se il Milan vincesse solo Supercoppa Europea e Mondiale per Club, sarebbe una stagione positiva?". Difficile la scelta tra il no di Giovanni Galli basato su considerazioni tecniche e il sì dello stesso Franco Rossi basato invece sull'immagine del club nel mondo, per me hanno entrambi ragione. Ma come non essere d'accordo con la provocazione dello stranamente lucido Maurizio Mosca, che si chiedeva come mai il Milan non dimezzasse i prezzi degli abbonamenti della Serie A, visto come la snobbano?

C'è silenzio sul secondo posto della Fiorentina e, soprattutto, dell'Atalanta. Sono tutti intenti a glorificare la neopromossa, immagino che se i viola battessero la Roma mercoledì, si candiderebbero direttamente per il Treble: Scudetto, Coppa UEFA e Coppa Italia. L'Atalanta ha sconfitto la Lazio e finora si è mantenuta in perfetta media inglese, ed è seconda coi toscani e con l'Inter. Via Colantuono è arrivato Delneri che è un ottimo allenatore per la dimensione provinciale dei bergamaschi. Vedremo se, ancora una volta, le considerazioni dei media saranno ribaltate in pochi giorni.

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Friday, 17 August 07, 09:27 AM

Riporta la Gazzetta di oggi che Recoba col suo procuratore Paco Casal s'è incontrato con Alessio Secco (sembra il titolo di un film, "Il Chino, il Pacco e il Secco"). Ora, dopo che Moratti ha detto "basta con gli juventini", si spera che non dia nessuno alla Juve, per coerenza. E ancora più coerenza dovrebbe avere la Juventus che non solo prenderebbe un giocatore dall'odiata Inter, ma proprio QUEL giocatore.

Recoba, cioè. Quello che fu squalificato nel 2001, ma che ancora oggi è la pietra dello scandalo. Quello che doveva mandare l'Inter in B per il passaporto falso, quello per cui associazioni poco informate (o che fanno finta di non sapere che già ci fu una sentenza) vorrebbero la forca, ora potrebbe passare in bianconero. No comment...

Commento invece le parole di Ranieri su Domenech. Ora, qui dei due ci sta molto più simpatico l'allenatore romano della Juventus rispetto al ct francese, ma proprio non ci è piaciuta la frase che ha detto per zittire il tecnico transalpino. "Domenech dovrebbe pensare a vincere qualcosa prima di parlare, non ha mai vinto con l'Under 21 e nemmeno con la Nazionale, mi chiedo per quale motivo si interessi di affari che non lo riguardano" ha detto Ranieri, e davvero non si capisce perché una persona dovrebbe poter parlare solo dopo avere vinto qualcosa, sono le stesse parole usate da Lippi verso Zeman.

E invece, la gente come Domenech bisogna lasciarla parlare, quando arriverà al dunque e le sue accuse si saranno sgonfiate da sole (diversamente da quelle di Zeman) si sarà sputtanato da solo. Se invece dovesse riuscire a dimostrare che l'Italia compra gli arbitri, chi ha cercato di zittirlo con quelle motivazioni farebbe una figuraccia immane. Resta il fatto che Domenech, meglio che stia zitto pure io.

(nella foto: il passaporto di Recoba secondo i suoi possibili futuri tifosi...)

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Thursday, 09 August 07, 04:20 PM

No, non è il risultato della mezza partita di ieri, ovviamente sapete tutti che ha vinto l'Inter 1-0. E' che Mancini e Ranieri, forse per non scoprirsi, forse per tenere bassi i toni dello scontro, hanno schierato l'uno la terza formazione (i Primavera più cinque riserve), l'altro la seconda.

Resta il fatto che l'Inter col Napoli, con una formazione quasi titolare, ha mostrato la propria superiorità fisica e quando ha sprigionato le sue accelerazioni per i poveri partenopei non c'è stato nulla da fare.

Poi, la sfida con la Juve. Tutti la aspettavano, tutti pensavano a una specie di vendetta, non si sa bene per quale motivo. Le disgrazie della Juve non sono state certo colpa dell'Inter, nonostante l'Inter ne abbia tratto vantaggio, ma per molti è stato così. In primis il Tuttosport, che ha preferito enfatizzare sul gol di Del Piero a Blanc e sui suoi problemi contrattuali.

Beh, che dire, stavolta il Tuttosport ha fatto bene, il valore calcistico della sfida di ieri sera era completamente nullo. Ci si rivede il 4 novembre, anniversario vittorioso per l'Italia lontano nel tempo. Per noi interisti, comunque, resta la bella prestazione dell'Inter col Napoli e il gol bellissimo di Suazo. Chi pensava a lui come un contropiedista, è servito: gol da fuori area, tiro a girare nell'angolo opposto con due difensori davanti.

Sabato contro l'AZ vedremo quali altri progressi ha fatto la squadra di Mancini.           

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Monday, 09 July 07, 03:08 PM

Sabato scorso, intervistato da "Tuttosport", il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ha dichiarato:

"Sarebbe importante battere i nerazzurri. Moratti? Nessun problema, ma il giorno della partita stia alla larga da me". Mercato con l'Inter? "Mai più fino al nostro scudetto".

Bene, siamo in Italia e non in Spagna, dove il presidente della squadra ospite siede sempre a fianco di quello della società ospitante. Qualche interista potrebbe pensare a una frase di scortesia, o a una dichiarazione rilasciata per compiacere il popolo bianconero. Cobolli è stato a lungo sotto tiro.

In realtà, non c'è nessuna scortesia, nessuna captatio benevolentiae, ma una semplice misura cautelativa.

Eh sì, il problema è uno solo: Cobolli vuole stare alla larga da Moratti in Inter-Juve perché teme che, in caso di gol dei nerazzurri, Gigli si precipiti ad abbracciare il presidente interista.

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Thursday, 17 May 07, 09:13 AM

A Giancarlo Padovan a volte va proprio male. Ieri su Tuttosport, in taglio basso in prima pagina ma a nove colonne all'interno, faceva dire in un virgolettato nientemeno che a Blatter la frase "Inter vergogna". Per qualche scandalo? Per la "Spy Story"? Per le intercettazioni? No, per la rissa di Valencia, che Blatter accomuna a quella tra Chelsea e Arsenal nella finale di Curling Cup. Ha ragione Blatter a criticare le risse tra giocatori? Sì. Un giornale serio avrebbe titolato "Inter vergogna"? Ovviamente no.

Del resto, Tuttosport qualche mese fa metteva questo titolone ad effetto, in cui si dice che solo la Juve è pulita. Fa il paio con "Inter vergogna" perché sembra voler dire una cosa anziché un'altra, ma comunque il senso era questo: visto che tra le squadre condannate per Calciopoli la Juventus è l'unica che ha cacciato i cattivi, è l'unica -delle squadre condannate per lo scandalo- ripulita. Forse...

Ovviamente, perfino Blatter nell'intervista faceva i complimenti alla Juve per come era risorta dallo scandalo (in realtà faceva i complimenti per la promozione in serie A), però ieri era davvero il giorno sbagliato. Perché proprio di ieri è la polemica per le dichiarazioni di Luciano Moggi e Alessio Secco, secondo cui l'ex DG ("Il Direttore", come affettuosamente lo chiamano ancora i tifosi nostalgici) ha espresso la sua solidarietà per le critiche all'attuale direttore sportivo. Cosa lecita, anche ovvia in condizioni normali, ma strana per una società che deve rifarsi la verginità proprio da rapporti pericolosi come quello con Moggi.

Sta di fatto che ora la società Juve è spaccata in due: da una parte un infuriato Cobolli Gigli e Jean Claude Blanc, dall'altra lo stesso Secco (che il "consigliere privato" Moggi chiama anche per consigli nelle trattative) e Bettega, il pezzo di Triade rimasto in società (altri dirigenti "minori" sono ancora dentro, come dichiarato da Capobianco). La lotta sarà aspra, e da come va a finire dipende la conferma di Deschamps, ma soprattutto il vero grado di "pulizia" della Juve. Certo che, dopo aver saputo che il fantasma di Moggi sta ancora sulle loro teste, da oggi sarà più difficile definirsi puliti. Anche la tifoseria è spaccata in due, tra chi chiede a Moggi di stare lontano e chi lo glorifica, sperando che torni presto al timone di una Juve vincente, con qualunque mezzo.

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Monday, 14 May 07, 10:46 AM

Buffon va, Buffon resta, Buffon al Milan, all'Inter, alla Juve per tornare grandi. "Non abbiamo intenzione di vendere Buffon per fare cassa: quella la facciamo con l'aumento di capitale e, nel caso, con altri giocatori". Parole del presidente Giovanni Cobolli Gigli, che contrastano con le ultime dichiarazioni del portiere. Il quale ha quantificato (ormai è diventato sport nazionale farlo) in quattro, cinque anni il periodo che servirebbe alla Juve per tornare grande. Troppo, anche per lui che ha vinto moltissimo in carriera.

Già crediamo che un altro anno senza Champions League potrebbe essere letale per le ambizioni di Gigi, figuriamoci un periodo più lungo. Visto che il contratto con la Juve gli scadrà nel 2011, considerate le nuove regole FIFA potrebbe svincolarsi al massimo un anno prima visto che avrà 32 anni allora. Se andiamo a vedere le dichiarazioni poco avventate di Cobolli, lo scenario è anche peggiore: che significa che venderanno, nel caso, altri giocatori per fare cassa? Una cosa sola, cioè che Buffon dovrebbe restare da solo, unica star (magari insieme agli attempati Del Piero e Nedved) in una squadra di giovani, con al massimo ambizioni UEFA.

Ecco che in questi giorni, con la società che lo dichiara incedibile, con le milanesi che hanno (il Milan) o stanno per (l'Inter) rinnovare i propri attuali portieri, a Buffon sta salendo il terrore di rimanere in bianconero a vita. Di diventare -come è successo ad altri- quello che i tifosi continuano a chiedergli di essere: bandiera di una squadra che non vince, idolo incontrastato di una tifoseria nostalgica dei bei tempi che furono, oppure come Totti a Roma (un grandissimo che in quattordici anni si è accontentato di uno scudetto e una supercoppa finora, ma è incontrastato idolo di quasi tutta la capitale) senza l'amore della romanità per Totti.

Allora diciamolo chiaro: Buffon è terrorizzato dall'idea di rimanere alla Juve, e sta cercando in tutti i modi di farsi assumere dal Milan o, in alternativa, dall'Inter. Un'alternativa posta in secondo piano perché farebbe infuriare la tifoseria bianconera, e per cui non escluderemmo anche qualche incidente di piazza. E' come un leone in gabbia, vuole scappare ma il padrone dello zoo gli sta dicendo che non può. Intanto salva risultati, fa parate decisive, e ogni volta che legge o ascolta le dichiarazioni di Cobolli Gigli, gli viene un attacco d'ulcera. La sua speranza è data dal fatto che Berlusconi ha già detto che il Milan non lo prenderà, come già fece in passato per Nesta e Gilardino. Buon segno.

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Saturday, 12 May 07, 03:56 PM

Non ci stancheremo mai di dire che in Calciopoli il capitolo riguardante il controllo dei media è fondamentale, non perché i giornalisti siano la causa di tutti i mali del mondo ma perché la creazione di un certo clima è decisiva sia per assegnare scudetti a tavolino (in questo senso quelli della Juve di Lippi sono simili agli ultimi due interisti) che per preparare il terreno alle porcate del futuro prossimo. Quanti editoriali abbiamo già letto sul fatto che 'C'è stata una sola società colpita e che ha già pagato fin troppo' e che 'in fondo hanno rubato tutti'?

Sul secondo tema è quasi banale che esistono vari gradi di colpevolezza, anche fra chi ha condiviso lo stesso sistema, mentre su primo osiamo ricordare che in fin dei conti una società come la Fiorentina ha pagato con la doppia perdita della Champions League un tentativo di furbata dei suoi dirigenti e al via della stagione 2007-2008 avrà avuto in fondo gli stessi danni di una società che ha controllato, attraverso il suo direttore generale, decine di partite e di arbitri.

Non è che vogliamo stare a ribadire fatti già ampiamente accertati, ma evidenziare che in fin dei conti gli strumenti di controllo dell'opinione pubblica se la sono cavata con niente. In questo senso l'intervista di Marco Mensurati, giornalista di Repubblica, fatta a Maurizio Capobianco, dirigente juventino di lunghissimo corso (ha lasciato nel 2005 una società nella quale era entrato ai tempi di Platini giocatore), è illuminante. Anche per i discorsi arbitrali e di rapporti con le curve, ma adesso restringiamo il discorso ai giornalisti. Parola di Capobianco: ''Sulla questione giornalisti la Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. Almeno in un caso, a inizio stagione si stipulava un contratto per studiare dei progetti di comunicazione.

Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce''. Capito i nostri opinionisti e cronisti d'assalto? Senza nome, ma non troppo...Insomma, come giustamente osserva Mensurati, una sorta di premio scudetto ai giornalisti fedeli. Da aggiungersi ai soliti orologi di marca, non esattamente dei Sakura Fuego (il leggendario cronografo con accendino incorporato reclamizzato da Franco Baresi nei primi anni Ottanta, roba che non avrebbe messo nemmeno Muzio Scevola). Raccomandazioni per i figli, orologi, consulenze, favori vari e chissà cos'altro. E poi qualcuno si stupisce leggendo ancora oggi commenti del genere 'con uno squadrone così la Juventus non aveva bisogno di aiuti'. La gratitudine esiste...

Stefano Olivari, "La Settimana Sportiva"

CHE DIRE? D'ACCORDO AL 120% CON OLIVARI!

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