Tuesday, 20 May 08, 08:53 AM
Domenica pomeriggio, interviste post-partita: Daniele De Rossi, il capitan futuro, il bambino viziato di Ostia Lido ha tirato in ballo ancora una volta la storia degli aiuti. Fin lì possiamo anche capire, la delusione dopo aver assaporato uno storico sorpasso, reso amaro dalla doppietta di Ibra, e abbiamo sorriso amaramente: rosicone, ma a caldo, certo diventa più difficile poi accettare le altre dichiarazioni, quelle del lunedì.
Ancora con gli aiutini Doni (forse avrà dimenticato il rigore negato all'Atalanta alla penultima giornata), Bruno Conti e quell'altro fenomeno di Panucci, mentre il moggiano mai pentito Pradé ha rilasciato dichiarazioni incredibili, in cui chiede lumi sulla presenza degli interisti a Parma. All'Osservatorio poi. Caro Pradé, l'Osservatorio potrebbe risponderti solo una cosa: che per loro Parma-Inter non è mai stata una partita a rischio e che è stato il Prefetto di Parma, su pressioni avvenute da più parti (anche da Matarrese, imbeccato da Rosellina tua) a vietare la trasferta agli interisti. E qui, caro signor Pradé, forse non sa cosa significhi vietare la trasferta: i biglietti non vengono venduti nella città della squadra ospite e il settore ospiti non è occupato dai tifosi della squadra ospite. Pradé credo sappia che da Milano a Parma c'è un'ora di macchina, ed è più facile e comodo andarci che non per uno che da Roma deve andare a Catania. Sia in settimana per comprare i pochi biglietti in vendita libera, sia la domenica per seguire la squadra. Che poi qualche centinaio di dementi sia andato a fare casino, quello è vero, ma non è certo quello che ha influenzato il risultato - giusto - sul campo.
Non rispondo nemmeno alla storia degli aiuti, non da chi ha giocato più di dieci partite in superiorità numerica e s'è vista il proprio capitano ammonito per tre "Vaffanculo" all'arbitro (a proposito di capitani, Javier Zanetti: 38 presenze, zero cartellini), non da chi - basta vedere la vignetta del "Romanista" qui sopra - era pronto a scommettere che Inter e Lazio si sarebbero spartite il bottino, Lazio in finale di Coppa Italia in cambio dei tre punti in campionato. Sappiamo tutti com'è finita.
Thursday, 27 March 08, 03:40 PM
Meno male che secondo alcuni a Roma stanno tenendo un basso profilo, non c'è giorno che non si attaccano a qualche polemica per svelenire l'ambiante. Questa VOMITEVOLE E SQUALLIDA vignetta pubblicata sul "Romanista" vorrebbe insinuare una presunta combine tra Lazio e Inter per la partita di sabato, nel tentativo allo stesso tempo di delegittimare una vittoria dell'Inter e di provocare una reazione dei laziali che, se così stanno le cose, saranno pronti a dare il massimo contro i nerazzurri. Cosa che sarebbe avvenuta comunque, visto che i giocatori sono dei professionisti, ma forse al Romanista confondono i desideri dei tifosi laziali (nessun laziale vorrebbe che la Roma vincesse lo scudetto, o viceversa) con quel che succederà sul campo.
In più, offendono la professionalità dei laziali del 2002 che, per quanto ne dica il giornale di tendenze giallorozze, con l'Inter vinsero, nettamente, e non fu il solo Poborsky a segnare. Insoma, una tecnica vecchia, insinuare sospetti sperando in una reazione o, in alternativa, continuando ad accusare nel caso le cose vadano come prospettato, in questo caso con un'ipotetica vittoria dell'Inter.
Dopo gli "aiutoni" di Totti (che oggi, ovviamente, s'è contraddetto parlando di moviola in campo, dicendo che "l'arbitro può sbagliare perché è solo ed è difficile decidere velocemente"), dopo le ridicole accuse di Perrotta, oggi è la volta di questo finto annuncio. Al quale potremmo replicare con un bel
"AAA giocatore in forma e determinante per la salvezza del proprio club si fa ammonire per non giocare contro la squadra di cui è tifoso e di cui il padre è Team Manager". Non male, vero?
Sunday, 30 September 07, 12:30 PM
La voglio mettere sullo scontro tra
allenatori. Tra il mago di Certaldo che gioca meglio di tutti al rosicone viziato che prende più di tutti quando ce ne sono 200 meglio di lui (Agroppi docet), lo scontro l'ha stravinto il coach di
Jesi. L'unico modo per bloccare i famosi "dai e vai" della Roma è intasare gli spazi a centrocampo. Ed eccoti Mancini con un 4-5-1 inedito e, come ha scritto Franco Rossi, con un centrocampo
(Dacourt, Cambiasso, Figo, Stankovic e Cesar) costato in totale 5 milioni, quelli per Stankovic.
Devo dire che la mossa di Mancini ha sorpreso anche noi interisti allo stadio, ma nessuno l'ha definita insensata. Pare addirittura che un commentatore Mediaset abbia detto che l'Inter a una punta fosse rinunciataria e ne sia uscita ridimensionata dopo la partita di Roma. Non l'ho sentito in prima persona e non so se sia vero, in tal caso propongo un TSO per il commentatore.
L'inizio è stato della Roma con doppia parata di JC su Totti e Mancini, ma fino all'episodio chiave del rigore con espulsione l'Inter stava salendo. Cambiasso è in crescita, Figo sempre determinante anche per la fase difensiva, Cesar in grande spolvero e il solo Stankovic in difficoltà, e va bene la tallonite ma necessiterebbe di più riposo. Bene invece Dacourt, nonostante Rizzoli gli fischi praticamente tutto (negativo l'arbitraggio del bolognese, due rigori negati all'Inter e uno dato perché non si poteva farne a meno).
L'Inter non ha affondato subito dopo il vantaggio, e a tutti è parso un errore. L'inizio del secondo tempo, con il doppio infortunio Ibra-Dacourt e il gol subito per lo scellerato errore di Maxwell ci poteva abbattere, ma non c'è stato tempo: dopo il pareggio di Perrotta, un palo di Cruz, il gol di Crespo, un netto rigore su Figo non dato, e i gol di Cruz e Cordoba. In meno di un quarto d'ora un ciclone si è abbattuto su Spalletti, che ha cambiato assetto (Cicinho e Vucinic per Panucci e Mancini) solo sull'1-4: l'avesse fatto Mancini, oggi direbbero tutti che Mourinho sta sull'aereo per Milano.
Insomma, non esaltiamoci troppo anche se la festa, in campo e sugli spalti, è stata bella e si spera che anche quest'anno la vittoria all'Olimpico sia l'avvio di una stagione vincente, almeno in campionato. Nota stonata il comportamento dei tifosi romanisti, con due tifosi nerazzurri accoltellati fuori dallo stadio e uno steward colpito da un petardo dopo il primo gol dell'Inter. Se ci fosse un minimo di uniformità, dopo il San Paolo anche l'Olimpico dovrebbe essere squalificato.
Nella foto: un pericoloso ultrà nerazzurro nel settore ospiti dell'Olimpico. Pare che nel famoso 5 maggio di cinque anni fa abbia scatenato incidenti sul seggiolone, rifiutando la pappa.
Wednesday, 09 May 07, 09:18 PM
(dal mostro inviato all'Olimpico)
Il Foro Italico è a due, trecento metri dall'Olimpico, ma potevano dirlo che si giocava a tennis anche sul prato verde dello stadio. La Roma ha in mano il 99% della Coppa Italia 2007, e devo dire che non mi spiace, o meglio: questa bella Roma un po' matta merita di vincere qualcosa in questa stagione. Roma in maglia giallorossa, pantaloni bianchi e calzettoni neri, l'Inter si è presentata in maglia bianca, pantaloncini neri e...infradito. In porta, più che un portiere c'era un citofono, tale Francesco Toldo da Padova: due assist vincenti a Mancini e Panucci e un paio di gol presi mentre pensava al 730 da consegnare al CCAF entro fine mese. Adriano è un paracarro, ormai devo dare ragione all'amico Franco Rossi quando mi dice che è irrecuperabile, tipo cassano. Solo in un'occasione si è reso pericoloso, all'inizio della ripresa, sotto l'effetto del gin tonic...ehm, del thè caldo preso all'intervallo.
(la Sud dell'Olimpico, a sinistra: evirazione al posto del Daspo per i tifosi violenti)
Scherzi a parte, due spiegazioni per la sconfitta in questo "primo set": di motivazioni, e tattica. La Roma è entrata in campo mangiandosi l'erba, l'Inter ha cincischiato, solo Stankovic e Crespo si sono dannati l'anima per cercare di limitare i danni. La ragione tattica è: il rombo soffre contro un centrocampo con Taddei, Pizarro, De Rossi, Perrotta e Mancini, e le avanzate di Panucci che hanno messo in difficolta un Maxwell troppo solo. Errore grave perché accadde anche in campionato, allora era Grosso. Dopo 15' tre gol di Totti, De Rossi (bellissimo, l'unico forse che anche un portiere normale avrebbe preso) e Perrotta: 3-0. Crespo riceve un regalo e fa 3-1, poi arriva il gol di Mancini alla mezzora e si va all'intervallo sul 4-1.
Mi consolo con una biretta gelata (fa più caldo che a ferragosto), in mezzo ad amici romanisti e non (cioè non amici, ma romanisti). Vedo che deve essere passato da queste parti Christian Rocca, perché un borgataro con qualche metro quadro della pelle tatuata dietro di me ripete la strofa dello 'scudetto di cartone', ci sarebbe stato da fargli un disegnino per dirgli che la sua squadra sta a -18 dallo scudetto di cartone. La Roma domina, nel secondo tempo l'unico che ha un po' di voglia è Vieira, che rientrava da un infortunio e vuole ritrovare la gamba. Segna Panuzzi di testa, batte l'Inter il calcio d'inizio e Crespo fa il 2-5, anche lui di testa, su cross di Maicon.
A questo punto, memore del fatto che a 200 metri c'è il foro, Toldo infatti para con la racchetta la potente punizione di Totti, e la mette sui piedi di Panucci: è il 6-2 finale. Cominciano i caroselli per i romanisti, mentre gli interisti si danno al loro sport preferito: abbiamo vinto uno scudetto e abbiamo 18 punti di vantaggio, abbiamo perso una partita di Coppa Italia dopo 4 anni e mezzo (è vero che è la finale, ma abbiamo vinto le ultime due edizioni), ma siamo tutti scontenti e pronti a cambiare mezza squadra. Su, ragazzi, andate a Milano allo stadio ad applaudire i campioni d'Italia, anche Totti che alza la coppa. (oh, ma se trovate un boro tutto tatuato a San Siro che parla di scudetto di cartone, picchiatelo eheheh)
Wednesday, 09 May 07, 09:55 AM
Ormai siamo all'incredibile, al ridicolo, questo non è nemmeno più giornalismo. Stamattina leggendo il Corriere dello Sport (che parla di "Coppa Spettacolo") mi ero quasi illuso che oggi pomeriggio ci sarebbe stata una partita interessante, spettacolare, tra le prime due squadre del campionato. Invece poi ho guardato la prima di Tuttosport, stessa proprietà ma area geografica diversa, e mi sono illuminato: ormai nel calcio italiano va tutto al contrario.
Sì, dev'essere così, altrimenti non si spiegherebbero molte cose. Prima fra tutte che l'Inter debba consolarsi per avere vinto lo scudetto cercando di vincere la Coppa Italia, quella competizione che nell'estate del 2006, al suo inizio e per la precisione nei turni preliminari per squadre un po' sfigate faceva delirare le società di serie B. "Puntiamo alla Coppa Italia, così l'anno prossimo (l'annoprossimo è ormai diventato il tormentone sotto la Mole Antonelliana) andremo in UEFA", dicevano alla Juve. E poi sono stati sbattuti fuori dal Napoli. "Adesso che abbiamo eliminato la Juve puntiamo dritti alla Coppa" esclamavano all'ombra del Vesuvio, e anche loro -puff!- evaporavano dalla Coppa Italia. Ecco, per loro sì che sarebbe stata una consolazione da grandi decadute.
Un altro indizio del fatto che dalle parti di Torino il calcio sia visto a testa in giù è l'importanza dei tornei: più qualitativa la Serie B della Serie A, ovviamente, e -incredibile!- più importante la Coppa Italia Primavera di quella senior, basti vedere lo spazio dedicato alla vittoria juventina (e di chi, se no?) tra i giovani, e il titolo di oggi. Titolone a nove colonne in un caso, ancor più eclatante se si pensa che nello stesso giorno la Roma batteva 2-1 il Manchester, taglio basso oggi, sotto a un titoletto in cui un fantozziano Buffon è costretto dai tifosi in festa (che hanno da festeggiare, lo sanno solo loro) a saltare perché "Chi non salta interista è".
Insomma, verrebbe da dire che Tuttosport è ormai diventato Tuttojuve: esaltazione per sé stessi, e tentativo continuo di sminuire le (più importanti) vittorie altrui. Forse però è andato oltre, almeno gli House organ non devono parlare, a malincuore, degli altri. Per la finale di oggi, che vinca il migliore, Mancini la vedrebbe come la ciliegina sulla torta, mentre Spalletti vuole finalmente vincere qualcosa: stia tranquillo, Luciano da Certaldo, nonostante due coppe perse in finale, una Supercoppa persa dopo essere stato avanti 3-0 e un 1-7 in Champions League, nessuno si permetterà di cantargli "Non vincete mai!" se non dovesse farcela. Quello lo lasciamo fare a chi adesso è in B e ha dimostrato che il dileggio verso il nemico è usato non solo quando perde, ma anche quando vince.
Monday, 07 May 07, 08:41 AM
E così, sabato sono andato bello bello al bar sotto casa a prendermi un biglietto per la finale di Coppa Italia di mercoledì, Distinti Sud, vado con amici romanisti e non mi andava di stare ingabbiato nel settore ospiti. Tanto, si va per vedere la partita in compagnia, e passare una serata tra amici, ho pensato. Sì, ma serata o pomeriggio?
Stamattina mi sono svegliato fiducioso, ho pensato che forse a due giorni dal match sarei riuscito nell'impresa di conoscere l'orario di inizio, e invece il sito dell'AS Roma riporta ancora quell'eufemistico "orario non confermato", quando invece l'orario non è ancora stato stabilito, cosa c'è da confermare? La colpa non è certo della società, ma è il solito, stupido ping pong tra Lega e Viminale, il quale per motivi di ordine pubblico sfugge la notturna come se fosse la peste. Non evitando, quando ha disposto l'incontro in diurna come nel derby di Roma, gli incidenti.
Quella volta si è giocato alle 15, e come ha detto qualcuno ieri in TV (mi pare Gene Gnocchi), forse il Ministero degli Interni vuole che si giochi di giorno così le lame di coltello luccicano... Resta il fatto che invece di usare la tolleranza zero verso gli ultras scalmanati, si usa il "rispetto zero" verso tutti i tifosi. Quelli che hanno preso il biglietto convinti che fosse di sera e non ci andranno, quelli che non ci andranno semplicemente e ancora non hanno preso il biglietto, quelli che vorrebbero attendere fino all'ultimo ma poi non andranno perché i botteghini sono chiusi per disposizioni di legge il giorno della partita.
Tutto ciò mentre la Lega Calcio, sprezzante del senso del ridicolo, chiede all'UEFA di destinare un posto in Champions Legue alla vincente di questa competizione bistrattata da tutti, proposta che effettivamente potrebbe rilanciare la competizione. Ma se all'UEFA, ricevendo la richiesta, si brigassero di accendere la TV per vedere la finale, in un mercoledì pomeriggio con gli spalti vuoti, quale volete che sia la risposta? Questi italiani vorranno mica un posto in Champions anche per la vincente del Trofeso Berlusconi o del Trofeo Birra Moretti?
Saturday, 28 April 07, 01:26 PM

Per i non romani e non tifosi di una squadra romana che, come me, vivono a Roma, il derby può sembrare un momento di follia collettiva, una questione di vita o di morte, una partita che può rafforzare una supremazia cittadina oppure vanificarla. Per dirne una, la Roma al 99,9% arriverà davanti alla Lazio, ma se la Lazio non dovesse perdere domani potrà vantare di essere la migliore squadra della città.
Una quarantina di giorni fa, in una TV locale davano un programma deedicato ai biancocelesti. Il conduttore fa partire un sondaggio: fuori dalla Champions League e vittoria nel derby o in Champions e derby di ritorno perso. Beh, ci crederest se vi dico che i laziali hanno scelto l'opzione uno? La domanda per un po' ha riguardato il secondo posto, ma da quando se n'è cominciato a parlare la Lazio è calata, la Roma invece ha avuto la soddisfazione di espugnare per la seconda volta San Siro e ora ha due obiettivi stagionali.
La Coppa Italia, ovviamente, che però per la stragrande maggioranza dei romanisti è secondaria rispetto alla partita di domani: anche qui, un sondaggio evidenzierebbe senza problemi il fatto che i giallorossi vogliono vendicarsi di un 3-0 dell'andata pesante e senza attenuanti. Purtroppo, non vedrete immagini simili a quelle qui sopra: non si gioca in notturna per motivi di ordine pubblico. Come dare torti a chi ha preso questa decisione? Io tre anni fa c'ero, fu una manifestazione del peggior teppismo, con gli ultras che fecero interrompere la partita, non credendo a quanto detto dall'altoparlante, che non c'era nessun bambino ucciso.
Quello è stato il punto più basso del tifo romano, domani si spera le cose vadano bene e che la partita non sia condizionata dal gran caldo. Totti sì o Totti no? Quale formazione metterà in campo Delio Rossi? Qualcuno farà un -stavolta salutare- tuffo nel fontanone del Gianicolo? Domani, più o meno alle cinque, lo sapremo. E gli abitanti di Roma "neutrali" come me sorrideranno nell'ascoltare i discorsi degli amici, quasi fosse una finale di Coppa del Mondo.
Tuesday, 20 February 07, 03:58 PM
Sunday, 18 February 07, 05:07 PM

Monday, 12 February 07, 06:36 PM
On Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!